Valorizzare specialità e tradizioni culturali e artistiche, per coniugare radici e ali e porre in armonia locale e globale

Mattarella Orlando
Questo è il testo del discorso di saluto rivolto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia d’inaugurazione della pinacoteca di Villa Zito.

“Signor Presidente,
a me è dato il privilegio di rivolgerLe il saluto, a nome della Città di Palermo, che vive l’orgoglio e sente forte il richiamo alle proprie responsabilità per essere la sua città, la città del Presidente della Repubblica Italiana.
La città di Palermo, grata per l’impegno della Fondazione Sicilia e del suo Presidente Giovanni Puglisi, vive oggi la riapertura di Villa Zito e la sua trasformazione in una grande Pinacoteca, splendido mosaico di splendide tessere dal seicento a Renato Guttuso e Pippo Rizzo.
La città di Palermo ha conosciuto e conosce il significato di una riapertura, che è sempre ritorno al passato, conferma del presente, premessa per il futuro.
Ogni riapertura è, infatti, rispetto della vita e rispetto del tempo di una comunità.
E’ stato così, a Palermo, con il nostro centro storico, così con il Teatro Massimo, così con le piazze, le ville e i palazzi. È stato così con lo storico Palazzo Branciforte della stessa Fondazione Sicilia.
Vi è, oggi, un ulteriore aspetto che merita di essere sottolineato: si completa, sotto il profilo culturale e artistico, l’unione di due grandi istituti bancari siciliani, l’unione delle tradizioni e delle collezioni del Banco di Sicilia e della Cassa di Risparmio delle Province Siciliane, con la nuova missione e denominazione della Fondazione Lauro Chiazzese per l’Arte e la Cultura, richiamo forte del solido rapporto della città con la sua università.
Dall’odierna cerimonia giunge, inoltre, più di un monito a tutti noi.
Giunge il monito che, i talora pur necessari, processi di razionalizzazione e accorpamento di realtà e, in questo caso, di Istituti bancari, non devono mortificare radici e identità, ma devono, al contrario, essere occasione per valorizzare specialità e tradizioni culturali e artistiche, per coniugare appunto radici e ali e porre in armonia locale e globale.
Se, infine, mi è consentito, da questa cerimonia giunge un ulteriore monito: che le pur necessarie regole finanziarie non siano e non appaiano in contrasto con la vita, con i diritti e le speranze delle persone, dagli ultimi ai migranti, ai quali tutti noi dobbiamo fornire risposte coerenti ai loro diritti alla vita, al benessere, al futuro, e ai quali tutti Lei, Signor Presidente, ha sempre dedicato grande e autorevolissima attenzione.
E’ con queste parole di gratitudine, ammirazione, affetto, Signor Presidente, che Le rinnovo il saluto della Città di Palermo, di quella che è stata la sua città”.

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