Uomo ed energia: le chiavi del Rinascimento della manifattura nell’Ue

fonte: Limes
di Valeria Cipollone
Il calo della produzione e dell’occupazione caratterizza il settore secondario in tutta l’Unione Europea. A deciderne le sorti saranno ricerca e sviluppo, legislazione snella, accesso al credito e politiche economiche e ambientali armonizzate a livello continentale.
[“1° maggio. La nostra forza crea una vita migliore”, manifesto tratto da ‘L’altra Germania’ La DDR tra mito e realtà]
Da finanziaria a reale, il passo è stato breve. L’effetto più evidente della recente crisi si legge nello stato attuale della manifattura a livello europeo.
Il polso è debole e i medici di Bruxelles non presentano dei referti rassicuranti. Nel cuore dell’Europa però si pensa alla cura e si guarda con fiducia al futuro. Per ora, gli indicatori mostrano una situazione tendenzialmente stabile per il settore, anche se incerta; stando al report della Commissione impresa e industria del mese di maggio, una crescita è prevista solo per il 2014. Sull’ammontare degli investimenti futuri non c’è accordo. La Commissione europea parla di un aumento del 2.3%, mentre Fmi e Ocs di un più prudente 1.3%.
La ripresa gira intorno a quattro questioni, discusse a Bruxelles nei loro vari aspetti dai membri dell’Unione che, pur avendo strutture economiche differenti, condividono oggi problematiche comuni.
Primo – e scontato – punto sull’agenda sono gli investimenti in Ricerca e Sviluppo (R&S), oggi per molti paesi ben al di sotto del livello del 3% fissato per il 2020. Post-crisi e post-austerity, il settore privato registra difficoltà sempre maggiori a finanziare la ricerca, mentre Cina e Stati Uniti continuano a investire in R&S a tassi significativamente crescenti.
Al di là della situazione contingente, l’Europa paga anche lo scotto di… continua leggere

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