Un’economia “inclusiva” è possibile

fonte: LA STAMPA
di GIANNI RIOTTA
Il discorso di Papa Francesco in volo verso il Brasile su giovani e lavoro ha un valore di fede e pastorale che teologi ed esperti cattolici approfondiranno. Ma ha, in parallelo, una rilevanza per l’economia e lo sviluppo delle nostre società, che tutti possiamo considerare. Dice il Papa: «Corriamo il rischio di avere un’intera generazione che non avrà mai trovato lavoro…».

Quel lavoro da cui «Viene la dignità personale di guadagnarsi il pane… La crisi mondiale non fa cose buone con i giovani, visto che, sul mercato, un disoccupato ha sempre maggiore difficoltà a ottenere un impiego».

Considerate questo ragionamento alla luce dell’inchiesta che il New York Times ha pubblicato il 19 luglio: i laureati dopo la grande crisi finanziaria, dal 2009 al 2012 in America, paese che crea posti lentamente ma con maggiore lena della media Unione Europea, e assai più velocemente dell’Italia, stentano a lavorare perché le aziende penalizzano i loro due, tre anni di disoccupazione, preferendo ragazzi «freschi» di laurea 2013. Un posto in un bar, il lavoro da commessa per pagare l’affitto, non solo non commuovono gli addetti alle assunzioni ma, paradossalmente, li rendono diffidenti. La disoccupazione viene considerata causa di frustrazione, delusione, smarrimenti personali, meglio dare chance a chi esce dall’Università ancora carico di entusiasmo. Tanto più che, dimostrano analisi dell’agenzia Ernst & Young, nessuna grande compagnia offre lavoro più da annunci diretti, preferendo selezionare il personale su raccomandazioni private o tra chi ha già fatto, quasi sempre grazie ad amici di famiglia, stage presso la ditta. continua a leggere

Share
Questa voce è stata pubblicata in Chiesa, economia e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *