UN TRENO, UNA SIRIA, TANTE ITALIE – CRONACA DI UN VIAGGIO IN INTERCITY IN COMPAGNIA DI UN GRUPPO DI PROFUGHI SIRIANI.

fonte: tagli.me
di Silvia Nazzareni
L’8 Settembre 2013 alle ore 12.53 sarebbe dovuto partire un treno che, da Paola (Cosenza), avrebbe dovuto percorrere svariati chilometri ed arrivare 16 ore dopo a Torino, con me a bordo. Nella realtà quel treno è arrivato con venticinque minuti di ritardo: giungeva da Reggio Calabria dove erano saliti, oltre a passeggeri assolutamente ordinari, un buon numero di profughi siriani di recente sbarcati sulle nostre coste. Nello specifico una ventina erano sul vagone in cui mi trovavo io.
In compagnia di un’amica salgo sul treno e mi trovo davanti a un palcoscenico di tensione: intere famiglie composte da padre, madre e dai due ai cinque figli seduti per terra in corridoio o, se stremati dalla fatica, nei posti assegnati ad altri passeggeri. Questi, saliti a bordo, rivendicano il sedile che hanno pagato e lo fanno urlando e imprecando contro i passeggeri migranti.
Le famiglie siriane sembrano appartenere a un ceto medio: i loro vestiti sono buoni ma ridotti male dal viaggio. Puzzano e prendono molto spazio. I bambini sono tra gli uno e i sette anni massimo e non… continua a leggere

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