Terni: resoconto incontro “CE LO CHIEDE L’EUROPA: RIFIUTI ZERO”

Si è svolto il giorno 8 febbraio 2013 presso la sala del consiglio provinciale di Terni un incontro dal titolo “Ce lo chiede l’Europa: Rifiuti Zero”.
Ha introdotto i lavori Marcello Bigerna (Ass. alle Politiche Sociali della Provincia) spiegando che l’incontro è la prima di in una serie di iniziative che hanno come riferimento il progetto BES (Benessere Equo e Sostenibile) che, nato da un’iniziativa del Cnel e dell’Istat, si inquadra nel dibattito internazionale sul cosiddetto “superamento del PIL”, stimolato dalla convinzione che i parametri sui quali valutare il progresso di una società non debbano essere solo di carattere economico, ma anche sociale e ambientale. Il PIL, infatti, come indicatore economico non è in grado, da solo, di definire il benessere di una società, o meglio, il benessere di una società non può essere misurato attraverso il prodotto interno lordo che la stessa produce. Ci sono altre dimensioni che devono necessariamente rientrare nella valutazione della qualità della vita: l’ambiente, la salute, il benessere economico, l’istruzione e la formazione, il lavoro e la conciliazione dei tempi di vita, le relazioni sociali, la sicurezza, il benessere soggettivo, il paesaggio ed il patrimonio culturale, la ricerca e l’innovazione, la qualità dei servizi e la politica e le istituzioni. Tutti questi elementi, insieme, formano il nuovo indicatore, il BES, strumento più consono alla misurazione del benessere di una società moderna.In questo quadro il corretto ciclo dei rifiuti è un aspetto importante della dimensione ambiente. Una corretta gestione con la riduzione a monte, il riuso ed il riciclo dei materiali diventa fonte di benessere sia per il territorio che per la società.
L’evento è proseguito con la presentazione da parte di Maria Elisabetta Valloscuro di alcune slides sul tema specifico che mostravano come l’Unione Europea, nelle varie risoluzioni varate dal 2001 in avanti, abbia fornito le istruzioni per una corretta gestione del ciclo dei rifiuti, dettati che però non sono stati recepiti in modo adeguato dalle Nazioni, Italia compresa. L’obiettivo dovrebbe essere quello di costruire un corretto ciclo dei rifiuti che vada verso la direzione “Rifiuti Zero”: alcune norme prima di tutto legislative e poi comportamentali consentirebbero in tempi brevi di raggiungerlo con la conseguente progressiva dimissione di inceneritori e discariche. In Italia il movimento nazionale “Rifiuti Zero” ha presentato una proposta di legge di iniziativa popolare che la Rete2018 si è impegnata a promuovere aderendo alla campagna di raccolta firme su tutto il territorio nazionale.
Alla discussione sono intervenuti:
Pierpaolo Mattioni (Amici della Terra)
Ha sottolineato il fatto che, secondo le direttive europee, l’obiettivo per i prossimi anni è la progressiva eliminazione degli inceneritori e delle discariche. In questo processo non è più il caso di parlare di raccolta differenziata: quest’ultima è infatti il mezzo non il fine: tutto infatti va finalizzato al riciclo. La raccolta differenziata è attualmente viene considerata da alcuni dei nostri amministratori solamente un business e che una corretta gestione dei rifiuti dipende prima di tutto dalle istituzioni. In Umbria a tutt’oggi non esiste nessun progetto che vada in questa direzione, piuttosto sono stati approvati piani d’ambito che prevedono l’ampliamento delle discariche e allungato la loro vita fino al 2030. Il recente piano ATI, infatti, non prevede nulla di serio per il riciclo che invece dovrebbe prioritario. L’Umbria si è data il 65% di obiettivo di riciclo: un’assurdità rispetto alla politica rifiuti zero. In poco tempo, e ne solo la prova alcune regioni virtuose d’Italia, è possibile raggiungere e superare questo limite. Questo nega la possibilità di raggiungere obiettivi efficienti e ciò non è certo per colpa dei cittadini !!! Va posta l’attenzione ad una nuova tassa che prossimamente graverà sulle tasche degli italiani: si tratta della Tares un balzello che includerà la gestione di servizi tra i quali la Tarsu. Il rifiuto prodotto da una famiglia verrà calcolato in funzione delle dimensioni dell’appartamento in cui abita e non su quello che produce effettivamente: sarà quindi un’altra tassa sulla dimensione catastale degli immobili con importo superiore all’Imu. E’ stata momentaneamente sospesa (forse a causa delle elezioni in corso) e nessun politico ora ne parla: ne è stato rinviato il pagamento a giugno, ovviamente con la retroattività. Questa nuova tassa rende chiaramente impossibile qualunque processo virtuoso che tende a rifiuti zero. Infatti ciò che viene recuperato dal riciclo dovrebbe essere restituito ai cittadini con la conseguente diminuzione dei balzelli imposti.
Alessandro Ferroni (Consulente Aziendale)
Ha dato rilievo all’aspetto economico della gestione dell’impostazione che l’Europa dà al ciclo dei rifiuti. Una gestione corretta del Ciclo dei rifiuti porta, infatti, ad un’utilità economica sia a livello di sistema che di privato. Noi siamo un paese importatore di materie prime: riciclare materiali porta inevitabilmente a migliorare la bilancia dei pagamenti. Attualmente le uniche aziende che si occupano di questo settore sono quelle che fanno parte dell’”industria verde” e sono in numero limitato. Valutare la questione da un punto di vista economico sarebbe utile per sottolineare alle aziende (per esempio coloro che gestiscono inceneritori e discariche) che esistono possibilità di guadagno anche avviando un processo virtuoso. Questo significa ridurre le loro resistenze. La gestione dei rifiuti va concepita e portata avanti come “sistema” evitando sovrapposizioni tra il pubblico ed il privato. La questione “rifiuti” è stata vista fino ad ora come un aspetto emotivo dal grande pubblico. Va riportata anche ad un aspetto economico.
Niccolò Rinaldi (Parlamentare Europeo)
Ha evidenziato una totale assenza di responsabilità da parte dei politici nazionali. Si tendono, infatti, a giustificare alcune decisioni in funzione del fatto che “ce lo chiede l’Europa”. Sicuramente l’Europa ci impone regole e cambiamenti, ma ci insegna anche “cosa fare” e “come farlo”. In Italia abbiamo una situazione rifiuti che è molto lontana dal dettato europeo. In buona parte dell’Europa il problema dei rifiuti è tecnico e risolto da molto tempo. Altri, in particolare modo l’Italia, sono in notevole ritardo. C’è da sottolineare che tra i tanti costi che paghiamo in Italia esistono anche quelli relativi alle procedure di infrazione per la nostra negligenza sulla corretta gestione. La gestione dei rifiuti in Europa si basa su tre principi:
Equilibrio ambientale
Equilibrio economico
Pace sociale
C’è in Italia una forte connessione tra criminalità organizzata e la gestione dei rifiuti a cui si aggiunge anche una sorta di ignoranza scientifica della classe politica. Questi ultimi spesso non sono a conoscenza dell’esistenza di aziende virtuose che hanno già studiato soluzioni al problema specifico. Va inoltre aggiunta a questa situazione di stallo anche la fatica al cambiamento. Esiste una cultura dell’abitudine: si è sempre fatto così quindi non c’è altra soluzione … Cambiare è faticoso. Senza contare che tutta la gestione dei rifiuti è un intreccio burocratico con intreccio e conflitti di competenze. Costantemente vengono disattese le norme europee e non esiste un dibattito nazionale sul tema. Solo i comitati ed i cittadini si mobilitano contro una cattiva gestione, che insieme ad una diffusa piccola media imprenditoria che fanno sperare in un cambiamento. Ho avuto modo di visitare una piccola azienda Sarda che esporta il suo sistema virtuoso nella gestione dei rifiuti in Bangladesh, ma che non riesce a lavorare nella propria nazione. La cattiva gestione del ciclo dei rifiuti è un problema che determina malattie, scempi paesaggistici, ma che ha una soluzione. Abbiamo già tutte le soluzioni e ci vengono date dall’UE: basta metterle in pratica !!! In Italia siamo importatori di materie prime ed esportatori di rifiuti!
La discarica di Malagrotta è la più grande discarica a cielo aperto d’Europa, ma Roma non è la più grande città d’Europa … L’Europa ha deciso di chiudere la discarica, ma non essendo stato improntato nessun piano alternativo, questa è stata commissariata, continua a lavorare e saremo costretti a pagare un’infrazione più alta !!! Nonostante la criminalità organizzata, la fatica organizzativa e le istituzioni ignoranti occorre mettere insieme le forze in una squadra che permetta di:
Riunire le aziende che lavorano su tecnologie innovative
Diffondere la conoscenza
Avvalersi della giustizia per le delibere e le normativa violate
Seguire la normativa europea
Fare pressione alla politica
Sulla vicenda rifiuti si gioca il futuro del nostro paese e la nostra credibilità europea ed è fondamentale che si agisca in un’ottica comune facendo rete fra comitati, associazioni, movimenti di cittadini così da dare maggiore voce alle proposte e consentire una più efficace risoluzione del problema.
L’evento si è concluso con un invito alla prossima “Retitudine” che si svolgerà ad Acquasparta dal 22 al 24 marzo e dove ci sarà modo di approfondire il tema specifico invitando personalità che si sono distinte per aver adottato localmente buone politiche sul corretto ciclo dei rifiuti. Il mio pensiero è che questi confronti siano necessari e utili al fine di analizzare problemi e proporre soluzioni, che spesso esistono già. In un momento come questo, dove la disaffezione verso tutto ciò che è politica è alta, luoghi dove si parla di Politica come concetto universale, come mezzo per il raggiungimento del bene comune e non come fine per il raggiungimento di obiettivi personali e di parte, possono divenire catalizzatori di persone, di idee e possono consentire di progettare e costruire futuro, insieme, facendo “RETE 2018”.
Maria Elisabetta Valloscuro

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