SGRADITO ANNUNCIO

Francesco de Notarisdi Francesco de Notaris
Da quando Berlusconi non è più Presidente del Consiglio pare che la memoria degli Italiani vada affievolendosi intorno al suo operato. Addirittura da più parti viene il consiglio a non parlare più di lui perché bisogna guardare al futuro e perché lo scenario è mutato.
Il suggerimento sarebbe in parte comprensibile e giusto se questo signore avesse cessato di …interessarsi di noi. Resterebbe il giudizio negativo sul suo operato al Governo.
Il 24 ottobre di questo anno Berlusconi ha annunziato la volontà di ricandidarsi e si è mostrato sicuro che la Corte europea dei Diritti dell’Uomo gli renderà giustizia, cancellando la sentenza di condanna per i diritti Mediaset.
Sappiamo tutti che Berlusconi è bravissimo a raccontare barzellette. E’ forte ! Si dice così del barzellettiere. Fin da quando suonava e cantava imbarcato in navi da crociera si esibiva per procurare risate.
Egli ormai è strutturalmente legato alla barzelletta. Per non smentirsi ci ricorda di aver portato una moralità nuova in politica o una nuova moralità.
Una risata ci sta seppellendo! Berlusconi attende giustizia. Quale giustizia?
E’ un riso amaro, triste, di chi ha visto all’opera il fondatore della moralità nuova o della nuova morale.
La parola ‘morale’, che si riferisce a virtuose attività, in qualsiasi accezione, non mi pare abbia nell’ex cavaliere un grande interprete.
Il personaggio mi sembra debole assertore nei fatti di quei principi, di quegli atteggiamenti, di quello stile che i più definiscono moralità, né pare fautore di un virtuoso sistema di pensiero.
Potrebbe darsi che l’ex premier denomina morale ogni proprio comportamento. Quindi Egli immagina di essere a fondamento della moralità, la propria. Pensa di essere la morale in sé. Se così fosse avrebbe risolto un problema che è anche filosofico, ma forse avrebbe relativizzato un po’ troppo!
L’ex cavaliere di Arcore, quello in groppa al cavallo curato da un mafioso stalliere siciliano, ha una moralità fondata su se stesso. Per tale situazione, al termine di questo mese e alla vigilia del mese di Novembre, mese di santi e della ricorrenze dei fedeli defunti , mese che ci invita alla riflessione, non ci resta che ridere e non ci resta che piangere. Tutto insieme.
Da troppi anni questa anomalia italiana condiziona la nostra storia e determina fenomeni di assuefazione e nasconde la creatività della quale dovrebbe essere portatrice una sana democrazia!
Speriamo che la fragorosa auspicata nostra risata seppellisca e faccia scomparire politicamente il barzellettiere che già ci è molto costato.
L’anziano piduista continua a mostrarsi, a dichiarare, a fare politica, ad indire conferenze stampa in Aule parlamentari e noi non possiamo dimenticare che costui è un soggetto condannato definitivamente per un gravissimo reato.
Si giustifica la presenza dell’ex senatore perché è il capo di un Partito presente in Parlamento.
Tutto vero. Ed è quindi vero che un Partito presente in Parlamento ha come capo un pregiudicato. Siamo assuefatti a tale situazione tanto che il tutto appare un fatto normale. Ma non è un fatto normale!
Il Presidente del Consiglio che dice di voler cambiare l’Italia e guardare al futuro ferma il cambiamento davanti alla porta di Berlusconi.
E quella risata che abbiamo il dovere di fare non basta. Il nostro dovere morale consiste nel costruire molto seriamente il nostro Paese e non cedere dinanzi a forti gruppi di potere nazionali ed internazionali che non vogliono un’Italia risanata, ma sempre in balia di gruppi oligarchici che non hanno a cuore quello che viene definito il bene comune della popolazione intera.

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Una risposta a SGRADITO ANNUNCIO

  1. Matteo Viviano scrive:

    LA DEMOCRAZIA E’ UN BENE CHE VA DIFESO E RINNOVATO, GIORNO DOPO GIORNO!
    Grazie, Francesco per il tuo condivisibile intervento. Rimane, comunque, la più profonda incazzatura nel constatare che la politica dell’attuale governo è l’esatta fotocopia di quella dei governi dellex cavaliere. Chi, con arroganza e una certa dose di populismo, fa accordi con signori come Verdini o fa propri programmi che, a volte, richiamano alla memoria il progetto dell’ex venerabile maestro aretino, è tutt’altro che un innovatore.
    Matteo Viviano

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