Serve un governo per togliere l’Italia dal caos

di Diego Novelli
È la prima volta nella storia della nostra Repubblica che sono presenti in Parlamento uomini e donne di chiara ispirazione progressista che possono veramente cambiare l’Italia al di là del folklore di Beppe Grillo. Quindi non bisognerebbe fare cadere questa grande opportunità. Il confronto con il M5S dovrebbe avvenire subito su proposte concrete con disegni di legge.
1) Legge Costituzionale che cambia solo due cifre e sancisce che i deputati devono essere 300 ed i senatori 150. Norma transitoria per fissare l’entrata in vigore dalla prossima legislatura.
2) La riforma elettorale deve essere subito iscritta all’O.d.G. della 1° Commissione Affari Costituzionali senza il contributo esterno di esperti, semmai una sottocommissione che entro 60 giorni presenti una proposta di legge da sottoporre all’aula. Questa volta lasciamo riposare il mio amico Violante.
3) Legge sul conflitto d’interesse semplicissima che stabilisca l’ineleggibilità di chi ha interessi personali che possano direttamente ed anche indirettamente avere a che fare con la pubblica amministrazione. Idem per coloro che detengono aziende operanti nel settore della comunicazione.
4) Piano straordinario per opere pubbliche riguardanti la salvaguardia del territorio e la messa in sicurezza di tutti gli edifici pubblici con priorità delle scuole. Il finanziamento deve essere garantito dalla Cassa Depositi e Prestiti.
5) Istituzione dell’Anagrafe Tributaria per individuare l’evasione e l’elusione, affidando ai Comuni l’aggiornamento del catasto e gli accertamenti dei redditi sulla base delle schede anagrafiche dei singoli cittadini sulle quali devono confluire tutti i dati relativi a proprietà mobili ed immobili, attività commerciali ecc… Tutti dati già pubblici attraverso il Catasto, la Camera di Commercio, il Pra, ecc…dati che vanno semplicemente incrociati.
6) Eliminazione del patto di stabilità che ha bloccato le spese di investimento ai Comuni che hanno il pareggio di bilancio immettendo così una massa cospicua di denaro per realizzare opere di interesse pubblico ed incrementare il lavoro.
7) Eliminazione della Cassa Integrazione sostituendola con un salario minimo garantito
(esempio Germania) per tutti i senza lavoro per la durata di almeno due anni.
8) Stabilire un tetto per le pensioni d’oro e gli stipendi d’oro nella pubblica amministrazione. Riduzione dei cosiddetti vitalizi del 20% (provvedimento che deve essere assunto non dal Governo ma dalle singole Camere) degli emolumenti dei parlamentari (-30%).
9) Immediata legge urbanistica per regolare il regime dei suoli, la difesa dell’ambiente, il blocco del consumo del territorio incrementando con incentivi le ristrutturazioni, il restauro dei centri storici, il recupero di aree industriali abbandonate e la riorganizzazione urbanistica delle periferie. Combattere l’abusivismo eliminando per sempre ogni forma di condono.
10) Piano energetico per sviluppare realmente le fonti alternative.
11) Una tassa di scopo per i redditi superiori a 1 milione di euro per la durata di 5 anni per investimenti nel campo dell’ istruzione e della ricerca.
12) Sospensione temporanea di tutte le grandi opere per dare la priorità alle opere pubbliche più urgenti ( da specificare…).
13) Piano di smobilizzo di parte del patrimonio dello Stato inutilizzato (vedi demanio militare) per ridurre il debito.
14) Drastica riduzione delle spese militari.
15) Reintroduzione del falso in bilancio come reato penale e inasprimento della legge sulla corruzione in modo particolare per quanto riguarda la pubblica amministrazione.
Questi potrebbero essere, i punti di dialogo e di confronto per i primi cento giorni del nuovo governo. Diversamente si assumano i deputati e i senatori del Movimento Cinque Stelle la responsabilità di portare il Paese allo sbando.

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1 risposta a Serve un governo per togliere l’Italia dal caos

  1. Giancarlo scrive:

    Tra i quindici punti non vedo niente riguardo alla contro riforma delle pensioni della Fornero e riguardo all’Art. 18. E non vedo nemmeno niente riguardo al MES e al fiscal compact. Ci siamo già rassegnati a considerarli come ineliminabili?
    Non va bene, caro Diego, non va bene per niente.

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