Scuola media: cronaca vera o verosimile o fantasiosa

de notarisdi Francesco de Notaris
Mi piace raccontare. Il racconto che leggerete appartiene ad un genere letterario , nasce dalla fantasia o è cronaca vera? In un piccolo importante Comune abitato da 40.000 abitanti presso Napoli , all’interno di un agglomerato fatto di case, sterpaglie, strade assolate, alcuni edifici scolastici ed una Chiesa fanno mostra di sé.
I confini delle scuole e della Chiesa sono delimitati da altissime cancellate e certamente innalzate non per evitare la partecipazione di fedeli o studenti. Un motivo ci sarà.
La zona anonima all’interno della quale improbabili insegne indicano la presenza di negozi per alimentari o bar che sembrano assomigliare a vecchi saloon immancabili in film western viene denominata Parco.
In questo Parco un bel giorno giunge una nuova Dirigente della scuola media alla quale pare fossero iscritti poco più di cento ragazzi ma i frequentanti pare non fossero più di venti.
L’edificio non aveva le sembianze del Louvre e quelle che venivano definite aiuole nascondevano addirittura vecchie pistole e bustine di droga. La scuola era anche dimora di abitanti a titolo gratuito e di favore per grazia ricevuta dagli Amministratori comunali che ritenevano possibile concedere l’uso dell’edificio comunale inteso come struttura polifunzionale (scuola e casa) erogatrice di voti di preferenza. Ho dimenticato di dire che il Parco è abitato e frequentato anche da spacciatori ed utilizzatori di sostanze stupefacenti ed alimenta discretamente le carceri del nostro Paese.
La Dirigente si attiva e documenta il proprio lavoro con l’aiuto del personale scolastico e di persone di buona volontà. Le foto mostrano che la cura procura buoni risultati. Addirittura la Signora va nelle case del quartiere per invitare i ragazzi e la scuola si dota di un altoparlante posto all’esterno per…svegliare ogni mattina i ragazzetti dormiglioni.
Si rinnova l’idea di don Milani: fare scuola per creare cittadini consapevoli, pensanti, liberi. L’istruzione, la cultura aprono prospettive nuove e viene offerta agli studenti la possibilità di essere artefici di un futuro migliore. La Preside ottiene dal Ministero l’autorizzazione al tempo prolungato. Più tempo a scuola, meno tempo alla dispersione! La scuola comincia ad essere frequentata: vengono realizzati progetti ed i fondi sono interamente spesi per laboratori, attività, sperimentazioni.
Accade che quella sede scolastica, un tempo vista come pericolo da evitare, viene scelta da insegnanti consapevoli e desiderosi di educare sul serio per modificare una realtà che non dava speranze.
Un elemento di speranza appare nella piazza della droga nella terra dei fuochi. Il territorio è ricco di…vecchie discariche ed è cosparso di rifiuti tossici che vengono bruciati di notte e che sono anche sepolti nelle fondamenta dei palazzi se non addirittura impastati per asfaltare strade.
La storia comincia a superare i confini municipali e finanche un ex Presidente della Camera dei Deputati fa la sua apparizione tra i ragazzi ed altri personaggi fanno capolino nell’ Istituto e la quiete pubblica viene scossa. Infatti in quella scuola si parla di camorra, di legalità, di responsabilità, di impegno civile.
Insomma l’Autorità comunale del Paese, che ebbe il Consiglio sciolto per infiltrazione camorristica addirittura nel 1985 quando il Presidente del Consiglio era Craxi e quindi lo scioglimento rappresenta garanzia assoluta rispetto a quei discoli di ‘mani pulite’, esagerati moralisti e giacobini da strapazzo, l’Autorità, dicevo, che nulla ha da invidiare ai predecessori, alcuni dei quali al tempo arrestati e tuttora in posti rilevanti in pubbliche amministrazioni, si è preoccupata della caparbietà della Preside che con il suo attivismo infastidisce e crea problemi.
L’Autorità negli anni ha favorito appalti, avanzamenti di lavori con finanziamenti adeguati. Visibili i finanziamenti. Invisibili i lavori, i collaudi e le carte, che non si trovano mai.
L’idea vincente comincia ad essere quella di allontanare la Preside,quella Preside che, come si dice da quelle parti, non si fa i fatti suoi. Bisogna ridurre la platea scolastica accorpando la scuola elementare a 100 metri dalla scuola Media in questione con una, invece, a tre chilometri, ed occorre utilizzare l’istituto come calamita di progetti onerosi per lo Stato e fruttuosi anche in funzione di spartizioni politiche.
Gli uomini per realizzare gli obiettivi ci sono. Sindaco, Assessori,altri Dirigenti della platea sono disponibili, e poi non mancano le amicizie giuste in Consiglio regionale , in Sovrintendenza e a Roma. Il tutto va condito con la necessità di tranquillizzare, di evitare affanni alle famiglie dei bambini ben abituati a frequentare poco e a restare iscritti sulla carta con licenza assicurata e con la ovvia diffusione di notizie sulla durezza del carattere della Preside, sulla sua scarsa propensione alla mediazione, sulla idea di legalità che è una evidente anomalia.
La burocrazia comincia a far viaggiare circolari, documenti e parte l’ operazione di normalizzazione. Si agitano i funzionari in nome della legalità di parte e di norme da piegare per ottenere una sostanziale illegalità che nulla ha a che vedere con il benché minimo progetto educativo.
Il vero progetto è vanificare il lavoro della Preside ed allargare il bacino elettorale di qualcuno, neanche di un Partito, accertata la morte dei Partiti.
Un Ministro della Repubblica aveva capito tutto. Oggi non c’è più. La Preside spera in quello attuale.
Noi speriamo che la Preside ed il prete divisi dalle cancellate le abbattano e lavorino insieme.
E tutti noi siamo con la Preside e con quel prete impegnato in terra dei fuochi. O meglio, siamo con i ragazzi da educare, con i cittadini da rendere liberi, con le famiglie che devono diventare popolo.

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