Rivoluzioniamo la scuola

La Rete 2018L’Italia non può essere gestita al pari di una qualsiasi azienda, come hanno fatto i precedenti governi, e la scuola pubblica non può essere considerata una semplice voce di bilancio da tagliare per fare cassa calpestando qualsiasi interesse di natura didattico-pedagogico. La scuola è, invece, cultura, risorsa fondamentale per lo sviluppo e, quindi, futuro. Democrazia e libertà questo vuol dire parlare di scuola pubblica e Rivoluzione Civile ne fa un punto fondante del suo programma.
La scuola è stata la vittima designata dei progetti di privatizzazione sostenuti dall’uscente governo Monti, contro i quali studenti e docenti si sono mobilitati: i primi per la difesa del diritto allo studio e i secondi per protestare contro il peggioramento delle condizioni di lavoro, la precarizzazione del personale e un concorsone che mortifica le competenze professionali, trasformandosi in una sorta di lotteria dell’occupazione, a danno dei precari che hanno diritto alla loro stabilizzazione. Lo status degli insegnanti deve essere svincolato dall’inquadramento impiegatizio per consentire il riconoscimento delle loro professionalità con il conseguente incremento dello stipendio ed essere in linea con i paesi europei.
Dopo la Gelmini il Governo Monti con i suoi professori ha trascinato la conoscenza e i saperi nel calderone della spending review, continuando con i tagli lineari, proprio sulla scia del precedente governo Berlusconi. La scuola pubblica è un bene comune e lo Stato deve garantire risorse finanziare per offrire a tutti una qualificata dell’offerta formativa.
“Non solo la scuola pubblica va rafforzata e gli insegnanti messi in condizione di lavorare – afferma Antonio Brigante, responsabile regionale di Rete 2018 – ma va fatto un puntuale programma di edilizia scolastica con la messa in sicurezza degli edifici scolastici che vivono uno stato indecente”. Con Rivoluzione Civile siamo impegnati per garantire a tutte e tutti l’accesso ai saperi, solo così è possibile essere cittadine e cittadini liberi e consapevoli, recuperando il valore dell’art. 3 della Costituzione. Bisogna rendere centrali formazione e ricerca, bisogna investire nella scuola pubblica rimuovendo gli ostacoli di ordine sociale ed economico in modo da garantire il pieno sviluppo della persona. È una strada imprescindibile per dare un calcio alla precarietà: quella del lavoro, che ha piegato fino alla tragedia tanti insegnanti; e quella esistenziale, che colpisce gli studenti, una generazione umiliata, senza prospettive di lavoro e privata anche del diritto allo studio.
Lagonegro 12 febbraio 2013
Antonio Brigante

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1 risposta a Rivoluzioniamo la scuola

  1. nadia scardeoni scrive:

    STABAT …. LA SCUOLA CHE VOGLIAMO – FIRENZE 1994
    ma..
    http://societacivileverona.blogspot.it/2013/02/la-scuola-che-vogliamo-di-lino-palmeri.html
    INTERVISTA ALLA RETE
    QUELLI DELLA RETE MOVIMENTO PER LA DEMOCRAZIA SONO PROGRAMMI FATTI “COL CUORE”.

    GLI STUDENTI LAVORANO A FIANCO CON GLI INSEGNANTI. EDUCARE “IN PERDITA”

    IL PROGRAMMA ELETTORALE DELLA RETE RIENTRA IN UNA BEN PIU’ AMPIA ELABORAZIONE DELLA ” UNITA’ DI LAVORO NAZIONALE”, CUI A FIANCO DEGLI INSEGNANTI PARTECIPANO ANCHE GLI STUDENTI ( PERCHE’ UNA VERA RIFORMA NON PUO’ ESSERE GESTITA DALL’ALTO)
    http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/inrete.html
    http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/interlinea05.html

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