Riproponiamo il pensiero de ‘la Rete per la democrazia’

Francesco de Notarisdi Francesco de Notaris
Da quasi nove mesi è in carica il Governo Renzi. Il bambino ancora non è nato e credo che potrebbe nascere con qualche malformazione, se l’ecografia è stata letta bene.
La nostra Costituzione all’articolo 1 afferma che ‘L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro” e che “la sovranità appartiene al popolo”.
In questi mesi sono stati messi in discussione i contenuti del primo articolo della Costituzione, mentre si continua a lavorare per modificarne la seconda parte.
Si attaccano i diritti, senza i quali non c’è democrazia.
Il diritto al lavoro, il diritto ad essere rappresentati e a scegliere i rappresentanti, il diritto a manifestare liberamente il proprio pensiero vengono costantemente attaccati.
Nello stesso tempo il Governo impone al Parlamento il proprio programma chiedendo il voto di fiducia che taglia il dibattito parlamentare ed il Presidente del Consiglio pare che sminuisca i corpi intermedi, il sindacato ed ipotizza un Partito della Nazione, che ricorda Piazza Venezia.
La difesa attiva della Costituzione deve essere per noi un momento centrale della nostra attività ed il campo è aperto.
Anche in vista di appuntamenti referendari è opportuno iniziare un grande coinvolgimento per far comprendere a tutti i cittadini che la Costituzione va difesa e che è l’unico strumento che garantisce i diritti di ognuno all’interno della nostra comunità nazionale.
Confesso di avere difficoltà nel decifrare i discorsi del nostro Presidente del Consiglio che contengono anche concetti che rientrano nella categoria dei buoni propositi. Del resto la popolarità di cui gode è innegabile; Renzi ha la capacità di toccare le corde giuste degli ascoltatori che ripagano con fiducia e consenso.
Quindi non neghiamo l’evidenza. Eppure c’è disequilibrio tra parole e fatti, oltre alla difficoltà nel condividerli.
E’ però più che evidente un fatto sostanziale che allarma: il disegno renziano di semplificazione tocca la democrazia e i principi sui quali si fonda.
L’innovazione, il cambiare non sono parole che necessariamente significano avanzamento democratico. Passare dalla pace alla guerra è cambiamento. Come è cambiamento lo stato di disoccupazione rispetto a quello lavorativo. Cambiamento, si, ma in peggio!
A me pare, ripeto in conclusione, che stiamo svilendo la democrazia partecipativa attraverso riforme istituzionali che privano gli elettori dell’espressione del voto in maniera ampia e decisiva ,mentre si omette di regolamentare i partiti, si denigrano i sindacati, si è indifferenti dinanzi all’opposizione interna al Pd , che pone seri interrogativi sulla identità e sulla collocazione dello stesso Pd , si assolutizza il Governo e si tenta di ridurre il Parlamento a camera di ratifica senza dibattito alcuno.
La Rete2018 ha lo spazio culturale, che è allo stesso tempo politico, di proporre un pensiero in continuità con quello de ‘la Rete per il Partito democratico’, oggi il più…antico Movimento politico italiano:il Pd non è quel Partito democratico ‘largo’ che immaginavamo e per il quale si è speso il leader Leoluca Orlando.
Fedeli alla nostra storia, ad ideali non smarriti, daremo al Paese un doveroso contributo.

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2 risposte a Riproponiamo il pensiero de ‘la Rete per la democrazia’

  1. Matteo Viviano scrive:

    Carissimo Francesco,
    condivido pienamente il tuo ultimo intervento e ti ringrazio per l’appassionatro invito ad agire in difesa della democrazia, rivolto alle Retine/i. LA RETE 2018 di Genova è tra i soci fondatori del Comitato Genovese in Difesa della Costituzione e ritengo che tutti noi, nelle nostre rispettive realtà territoriali, dobbiamo essere protagonisti assoluti nella difesa e nella riaffermazione dei diritti inviolabili delle donne e degli uomini di questo Paese. Grazie ancora e un abbraccio.
    Matteo Viviano

  2. Giancarlo scrive:

    Bello l’intervento di Francesco De Notaris, però a questo punto mi chiedo, come iscritto alla Rete 2018, dove stiamo andando. Nel maggio di quest’anno Leoluca Orlando ci chiese di votare il PD di Renzi e mi risulta che lo stesso Orlando sia entrato o sta entrando nello stesso PD, io non ho votato il PD e non intendo minimamente entrarci, per cui richiedo, da iscritto, dove stiamo andando?

    Grazie

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