Ripensare l’Ue: perché non partire da una protezione civile europea?

fonte: L’HUFFINGTON POST
di Niccolò Rinaldi
In Italia mi pare che non se ne sia ancora parlato, eppure in Germania qualcuno ha battuto un colpo. I cosiddetti “saggi” del gruppo “Glienicker” hanno pubblicato sul “die Zeit” un appello per riformare l’eurozona. Espressione di tutte le tendenze politiche tedesche, incardinano il loro ragionamento su cinque punti:
1: Lo status quo è impossibile, quanto deciso finora sta privando un’intera generazione da un suo avvenire.
2: Rinunciare alla disciplina di bilancio sarebbe irresponsabile, le riforme proseguano.
3: Tuttavia, e qui comincia il bello, il rigore va temperato con “misure attive di trasferimenti di risorse”, e non per banche o finanze pubbliche, ma ad esempio per pagare da un bilancio della zona euro un’assicurazione contro la disoccupazione. Si potrebbe arrivare a un reddito di cittadinanza dell’eurozona, sempre da finanziare attraverso un euro-budget.
4: Si può andare avanti con l’euro solo se c’è più democrazia: condizioni della fatidica troika e decisioni del bilancio dell’euro-zona devono essere sottoposti a controllo parlamentare (ad esempio i parlamentari europei ma solo eletti nei paesi della moneta comune). Insomma, una botta al metodo inter-governativo col quale la Germania ha finora sguazzato.
5: Infine, ci vuole un Trattato della zona euro, per mettere in ordine tutte queste cose.
In Francia il rapporto è stato rilanciato dal “Notre Europe-Institut Jacques Delors” e in Inghilterra dal Bruegel- e hanno fatto bene. Queste voci tedesche non sono in sintonia col dibattito della Germania. Vanno incoraggiate, e anche integrate, aggiungendo altri temi del dibattito in corso, come l’allentamento della disciplina di bilancio attraverso… continua a leggere

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