Poveri e politica: povera politica!

de notarisdi Francesco de Notaris
In Italia cresce la povertà. Convegni, dibattiti, approfondite ricerche ci informano che la crisi accresce la povertà, rende i poveri più poveri, avvicina alla soglia di povertà chi credeva di essere lontano da quel limite
Siamo ufficialmente informati di un fatto evidente, che conosciamo. e conosciamo i soggetti che soffrono tale condizione
La povertà c’è sempre stata ed i poveri, i senza reddito o coloro che non hanno risorse sufficienti aumentano di numero
Coloro che nella società hanno qualche responsabilità da classe dirigente o dichiarano una generica vicinanza a questi ‘ultimi’ o tendono a nascondere il fenomeno colpendo i comportamenti che potrebbero infastidire. Ecco che la povertà è vista quasi come colpa che esclude e i poveri devono scomparire dalla vista, dalle strade, dai nostri pensieri
I raggruppamenti che dicono di essere in politica come Partiti, Associazioni, Movimenti propongono progetti, programmi, promettono di tutto e di più e la demagogia fa il resto
Si parla della povertà come di una realtà marginale, propria quindi di una minoranza che vive una situazione particolare: Ci sono anche i poveri e per loro la società annuncia tempi migliori
E invece il nostro mondo è abitato da una grande maggioranza di poveri, di ingenti, di donne e uomini la cui vita è a rischio quotidiano
Anche in Italia, che è il nostro mondo, la povertà non è qualcosa di straordinario ma è compagna di viaggio; c’è una povertà che grida ed un’altra che tace; c’è una povertà che attende ed un’altra che uccide
E’ del tutto evidente che gli articoli della nostra Costituzione che parlano di uguaglianza, di redistribuzione dei beni, dei diritti non sono attuati
Ed ecco che dovremmo porci con forza la domanda più logica. Perché la povertà’. E’ il caso che ci fa nascere ricchi o poveri? E’ anche il caso! Ma la povertà perché esiste? E la povertà non è un concetto astratto ; è la vita di milioni, miliardi di persone come noi. E’ necessario che si vada alla radice. Si deve porre la scure alla radice dell’ingiustizia che genera la povertà
Un programma politico non può ignorare che lavorando con i poveri si sperimenta la realtà e si può combattere l’ingiustizia. Al contrario si compie la ‘buona azione’ per i poveri, che rimarranno poveri e noi benefattori
La povertà è questione di giustizia, soltanto questione di giustizia
Qualsiasi aggregazione impegnata in un progetto politico non può più prescindere dal fare una analisi sui meccanismi economici che determinano disparità, ingiustizie, elevati profitti finanziari e di arricchimento per pochi che, in posizioni dominanti, lucrano sulla ingiustizia
Penso che occorra seriamente modificare il luogo di osservazione. Essere nella società opulenta e guardare al povero con buone intenzioni non serve. Bisogna essere con i poveri e le vittime e partecipare con la moltitudine degli svantaggiati al progetto di liberazione
La mia è un’osservazione. Non mi illudo. Essere dalla parte di un altro vuol dire essere con l’altro cioè partecipare nel compiere un itinerario che batta la povertà, che non perpetui una società ingiusta
Questo percorso da fare presuppone una politica adeguata; le aggregazioni politiche presenti sono sollecitate a non agire come il ricco Epulone che ogni tanto lasciava cadere dal tavolo qualche briciola. Bisogna intraprendere una lotta politica che liberi dall’indigenza e dalle strutture ingiuste.

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1 risposta a Poveri e politica: povera politica!

  1. Gianni PERA scrive:

    E mai come oggi la povertà va vista, anzi, che ci venga sbattuta in faccia, quella che in tv non ci viene mostrata, quella che non ci aiuta a pensare se non la vediamo. Più la vediamo e meno ci capaciteremo di riuscire a tenerla a distanza con i nostri individualismi, con le nostre valutazioni superficiali, spesso di comodo.

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