POLITIK-CLOWNS, chi sono i veri anti-italiani?

di Niccolò Rinaldi
Peer Steinbrueck
, uno dei candidati premier in Germania, ieri in un dibattito pubblico ha utilizzato delle espressioni poco consone per chi aspira a divenire un capo del governo dicendo di essere “inorridito dalla vittoria di due clown nelle elezioni italiane” e aggiungendo su Grillo e Berlusconi che “uno lo fa per mestiere e l’altro spinto da un eccesso di testosterone”.
Bene quindi la reazione di Napolitano anche se peccato avvenga solo alla fine del settennato quando episodi simili sono già accaduti più e più volte in passato.
Non scandalizziamoci solo oggi, quindi, del giudizio oltralpe che ridicolizza il prestigio o la rappresentatività dei leader politici italiani.
Sono anni che vado dicendo di quanto sia difficile lavorare in Europa e avere un po’ di credibilità; eppure gli Italiani che conosco sono lavoratori instancabili, uomini e donne di grande passione.
Si guardi questa fotografia: è l’immagine di un carro di carnevale sfilato qualche settimana fa a Colonia dove si vede l’Europa sodomizzata da un’Italia/Berlusconi.
Non è la prima volta che accade, già in passato ero intervenuto su questo tema (video) ma mai e dico mai nessuno aveva difeso l’immagine e la reputazione italiana. Non possiamo che essere soddisfatti quindi della reazione del Capo dello stato ma quello che il carro e questi giudizi dimostrano è la saldatura tra antichi stereotipi del nostro popolo e nuovi stereotipi che dipendono dalle vicende odierne della politica italiana, troppo spesso ridicolizzata a propri fini personalistici o “urlata”.
Credo che su un tema come questo si debba aprire un dibattito per capire bene chi siano i veri anti-italiani in giro per l’Europa.
Nessuno riflette, infatti, sui danni all’immagine del Paese dovuto al nostro modo di fare politica: una campagna promozionale sul turismo va in fumo se l’Italia viene rappresentata in questo modo. Si pensi poi alle difficoltà dei cittadini italiani lavoratori all’estero quotidianamente irrisi per le sorti del proprio Paese. Purtroppo sarà difficile rimediare alla denigrazione che ormai si è consolidata nell’immaginario cittadino degli europei e che si sta legando inevitabilmente alla sconfitta italiana all’estero, ma state pur certi che io mi impegnerò per continuare a rappresentare al meglio l’Italia e gli italiani in Europa.

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