PerugiAssisi dalla Marcia di un giorno alla Marcia di tutti i giorni

marcelloIntervento di Marcello Bigerna al Seminario “PerugiAssisi dalla Marcia di un giorno alla Marcia di tutti i giorni” …
Grazie per questa bellissima giornata di Pace.
Questa mattina Flavio Lotti ci ha detto che alla politica spetta il compito di avere una visione e considerando le tante riflessioni che oggi ho ascoltato mi sono ancora più convinto che la visione sia “la costruzione di un mondo di Pace”.
Su come costruirlo ancora una volta Flavio ci ha indicato la strada evocando le parole di Papa Francesco che ci ricorda che il tempo e’ superiore allo spazio (nota 1) e si domanda chi sono quelli che nel mondo attuale si preoccupano realmente di dar vita a processi che costruiscano un popolo, più che ottenere risultati immediati che producano una rendita politica facile, rapida ed effimera, ma che non costruiscono la pienezza umana.
Dobbiamo quindi costruire la Pace non vivendo l’eterno presente, ma costruendo futuro e avendo memoria del passato.
Un’altra visione invece non è stata mai citata questa mattina “l’Europa Nobel per la Pace 2012”.
Un’ Europa dei Cittadini e delle Cittadine ancora tutta da costruire, un’ Europa che deve continuare ad essere Costruttore di Pace se vuole meritare il Nobel.
E allora io penso che questa riflessione, e le tante di questa mattina, devono tradursi in una proposta concreta, che solo la Marcia della Pace Perugia/Assisi può rappresentare pienamente.
Ancora ci vengono in aiuto le parole di Papa Francesco che sono scritte sull’invito a questo seminario di riflessione e proposta “Che cosa possiamo fare noi per la Pace nel Mondo ?”.
La mia risposta e il mio impegno sono quelli di costruire, a partire da noi, una “grande rete” europea di Città, Associazioni, Enti, Imprese, Cittadini e Cittadine che avvii un percorso, un cammino che porti alla realizzazione di un Progetto di Pace per e dell’Europa Nobel per la Pace 2012. Una marcia della Pace di tutti i giorni, in tutta Europa che avrà nel 19 ottobre 2014 la sua naturale conclusione, o meglio partenza per la marcia del giorno successivo.
Io sono pronto a partire da domani per costruire un futuro di Pace in un’ Europa Nobel per la Pace e dei Cittadini e delle Cittadine. Buon lavoro, insieme !!!

Marcello Bigerna
(Assessore Provincia di Terni)

(nota 1) Il tempo è superiore allo spazio
222. Vi è una tensione bipolare tra la pienezza e il limite. La pienezza provoca la volontà di possedere tutto e il limite è la parete che ci si pone davanti. Il “tempo”, considerato in senso ampio, fa riferimento alla pienezza come espressione dell’orizzonte che ci si apre dinanzi, e il momento è espressione del limite che si vive in uno spazio circoscritto. I cittadini vivono in tensione tra la congiuntura del momento e la luce del tempo, dell’orizzonte più grande, dell’utopia che ci apre al futuro come causa finale che attrae. Da qui emerge un primo principio per progredire nella costruzione di un popolo: il tempo è superiore allo spazio.
223. Questo principio permette di lavorare a lunga scadenza, senza l’ossessione dei risultati immediati. Aiuta a sopportare con pazienza situazioni difficili e avverse, o i cambiamenti dei piani che il dinamismo della realtà impone. È un invito ad assumere la tensione tra pienezza e limite, assegnando priorità al tempo. Uno dei peccati che a volte si riscontrano nell’attività socio-politica consiste nel privilegiare gli spazi di potere al posto dei tempi dei processi. Dare priorità allo spazio porta a diventar matti per risolvere tutto nel momento presente, per tentare di prendere possesso di tutti gli spazi di potere e di autoaffermazione. Significa cristallizzare i processi e pretendere di fermarli. Dare priorità al tempo significa occuparsi di iniziare processi più che di possedere spazi. Il tempo ordina gli spazi, li illumina e li trasforma in anelli di una catena in costante crescita, senza retromarce. Si tratta di privilegiare le azioni che generano nuovi dinamismi nella società e coinvolgono altre persone e gruppi che le porteranno avanti, finché fruttifichino in importanti avvenimenti storici. Senza ansietà, però con convinzioni chiare e tenaci.
224. A volte mi domando chi sono quelli che nel mondo attuale si preoccupano realmente di dar vita a processi che costruiscano un popolo, più che ottenere risultati immediati che producano una rendita politica facile, rapida ed effimera, ma che non costruiscono la pienezza umana. La storia forse li giudicherà con quel criterio che enunciava Romano Guardini: «L’unico modello per valutare con successo un’epoca è domandare fino a che punto si sviluppa in essa e raggiunge un’autentica ragion d’essere la pienezza dell’esistenza umana, in accordo con il carattere peculiare e le possibilità della medesima epoca».[182]
225. Questo criterio è molto appropriato anche per l’evangelizzazione, che richiede di tener presente l’orizzonte, di adottare i processi possibili e la strada lunga. Il Signore stesso nella sua vita terrena fece intendere molte volte ai suoi discepoli che vi erano cose che non potevano ancora comprendere e che era necessario attendere lo Spirito Santo (cfr Gv 16,12-13). La parabola del grano e della zizzania (cfr Mt 13, 24-30) descrive un aspetto importante dell’evangelizzazione, che consiste nel mostrare come il nemico può occupare lo spazio del Regno e causare danno con la zizzania, ma è vinto dalla bontà del grano che si manifesta con il tempo.

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