Perché continuiamo a sentirci europei

fonte: presseurop
Nonostante la crisi dell’Ue e il ritorno del nazionalismo il senso di appartenenza all’Europa è ancora forte. Un fatto inspiegabile per molti studiosi.
di John Coakley
Per chi ha una certa familiarità con gli studi sulla natura del nazionalismo, l’evoluzione dell’Unione europea rappresenta più o meno un enigma. Ora che le istituzioni dell’Ue hanno esteso il loro raggio d’azione ed è aumentato considerevolmente il numero dei paesi membri, non sorprende più di tanto che l’Ue abbia cercato di incoraggiare un più profondo senso di identità europea.
Ma in un’Europa di stati nazione questa diventa una sfida particolare. Una volta che le popolazioni sono state socializzate in massa ed è stato inculcato loro un forte senso di identità nazionale – tedesco, finlandese o irlandese, per esempio – quest’ultimo diventa difficile da sradicare. Nella misura in cui la fedeltà dei popoli è dunque distolta da un impegno formale nei confronti dell’Europa, si preclude la realizzazione di una potente sovrastruttura europea. Eppure questo processo di maggior radicamento istituzionale è proseguito. Come è stato possibile?
Senza dubbio, l’Unione europea della quale l’Irlanda è parte integrante nel 2013 è profondamente diversa dalla Cee della quale era entrata a far parte nel 1973. Benché l’obiettivo ultimo del cosiddetto “progetto” europeo di solito sia dato per scontato più che essere chiaramente definito e formulato, nella misura in cui questa è una federazione di stati membri europei si è compiuto un passo avanti molto significativo.
L’Ue è amministrata da una serie di… continua a leggere

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