PD-M5S: prima i programmi e poi le persone

È ormai evidente che quello che una volta era il centro-destra italiano di ispirazione certamente conservatrice ma in qualche modo legata alla tradizione popolare europea, è oggi una destra in assoluta sintonia politica e culturale con i movimenti dell’estremismo xenofobo e nazionalista di altri paesi europei. È ormai evidente che all’interno di questa destra è del tutto marginale il ruolo politico e culturale di chi si richiama ai valori popolari.

Di fronte a questo quadro politico preoccupante, il PD ha paradossalmente una opportunità: quella di tornare al buon vecchio “prima i programmi e poi le persone”. Ha questa possibilità, accettando un confronto aperto con il Movimento 5 Stelle, che ha la legittimazione popolare per voler governare ma che deve dimostrare di volerlo fare in modo costruttivo.

Le nuove potenzialità di crescita e le persistenti criticità del nostro Paese impongono a tutti di porre al centro della politica il confronto sui contenuti e sulla soluzione dei problemi, in base ad una visione rispettosa dei diritti di tutti e di ciascuno e senza semplificazioni e slogan da eterno presente.

Sono certo che agli italiani, a partire proprio dagli elettori del PD, interessano i fatti concreti e le realizzazioni dei governi, piuttosto di chi ricopre quali incarichi.
Tutto ciò ovviamente non esime il PD dalla necessità di affrontare con adeguati interventi l’attuale profonda crisi di identità e di organizzazione che non può essere elusa dal contributo eventuale ad un programma di futuro per il nostro Paese ne’ da scontri al vertice che allontanano il PD dai problemi reali e moltiplicano la sfiducia degli elettori democratici.

Nelle realtà locali, visione e azioni concrete vengono quotidianamente sperimentate e contribuiscono pur tra ostacoli e criticità a fornire quelle risposte che i cittadini e le cittadine si attendono dalla politica nazionale. Risposte che sono attese anche da quanti si sono riconosciuti nell’ancora irrealizzato orizzonte del PD: l’essere un insieme di “storie diverse per un progetto politico comune”.

Lo ha dichiarato Leoluca Orlando, in merito al dibattito apertosi a seguito dell’affidamento dell’incarico esplorativo al Presidente della Camera Roberto Fico.

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