Leoluca Orlando: “Roma seleziona la classe dirigente con logiche da cosche di partito”

leoluca1fonte: La Repubblica
PALERMO – “La posso buttare in politica?”, chiede Leoluca Orlando con il sorriso che prelude a una requisitoria dura, disincantata. A un atto d’accusa che chiama in causa proprio la politica. Anzitutto la politica nazionale: “La drammatica situazione del Mezzogiorno? Inutile girarci attorno. C’è soprattutto un problema di selezione della classe dirigente. Fatta, da sempre, secondo logiche da cosche di partito e non secondo criteri di merito “.
Lei era sindaco di Palermo già nell’85, quando l’attuale premier aveva 10 anni. Che effetto le fa il riespolodere della questione meridionale?
“Mi invita a una considerazione, ahimè ormai definitiva: la responsabilità di questo stato di cose è anzitutto di una politica nazionale che ha utilizzato il Sud solo come granaio di voti, non come luogo dove promuovere il protagonismo. Incapaci che fanno comodo, ascari e piccoli prepotenti: questi sono stati, sono, gli amministratori del Sud voluti da Roma. E allora perché scandalizzarsi del mancato sviluppo?”. continua a leggere

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Orlando: «L’Antimafia non serve più, Sciascia aveva ragione»

leoluca1fonte: http://www.ilmattino.it/
Troppi opportunisti nell’antimafia? Ha ragione Nando dalla Chiesa?
«Oggi – risponde il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando – nessuno può proclamarsi esponente dell’Antimafia. Neppure io lo sono più. Il 19 luglio di quest’anno passerà alla storia come il momento in cui l’Antimafia di facciata ha gettato la maschera».
Si è sempre detto: finché c’è la mafia servirà l’antimafia…
«La mafia c’è ancora ma si è camorrizzata. Un tempo era verticale e ora è orizzontale. Un tempo governava Palermo e la Sicilia, con strutture criminali e politiche. Di fronte a tale organizzazione, era necessaria l’Antimafia, della quale io ero soggetto di riferimento. Ora la lotta alla criminalità diffusa tocca a ogni singolo cittadino, perché la mafia è cambiata. Chi insiste con l’Antimafia è un professionista dell’Antimafia, proprio come denunciava Sciascia».
Lo scrittore per la verità ce l’aveva con lei…
«Lo so bene, con me, con Borsellino. Sbagliava persone ma nel messaggio aveva ragione».
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Ecco. La speranza da un lato e l’antimafia di facciata dall’altro lato

Lettera di Leoluca Orlando all’Unità di oggi, 19 luglio 2015

Oggi in via D’Amelio per ricordare Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Cosina e Claudio Traina. Oggi in via D’Amelio, come pochi giorni fa con Rita e Salvatore Borsellino alla inaugurazione della “Casa di Paolo”, la vecchia farmacia di famiglia trasformata in centro per i giovani nel cuore del centro storico di Palermo. Oggi in via D’Amelio come ieri alla manifestazione organizzata dall’Associazione Nazionale dei Magistrati con Salvatore e Rita Borsellino con la presenza del Presidente Sergio Mattarella.
Oggi in via D’Amelio ed anche alla cerimonia che ricorda gli agenti della sua scorta e i tanti agenti polizia e uomini delle Forze dell’Ordine uccisi dalla mafia. Poi ancora oggi in via D’Amelio con i bambini dell’orchestra giovanile di Brancaccio che con la loro musica vogliono “colorare” quel luogo che è e rimarrà per sempre simbolo di dolore e violenza, come simbolo di riscatto e speranza. Oggi sarò presente come ieri non soltanto per dovere istituzionale, morale e personale di onorare la fascia tricolore che indosso come Sindaco di Palermo rendendo il dovuto omaggio a chi, come Paolo Borsellino ha dato la sua vita per la sua città e il suo paese.
Ma certamente oggi non sarò in via D’Amelio solo per un dovere istituzionale. Oggi, come ieri e come domani, per combattere non solo la mafia con la coppola ma anche e soprattutto quella dei colletti bianchi, quella dei politici collusi e corrotti e quella, purtroppo, dell’antimafia di facciata che mai come in questi ultimi mesi sembra finalmente essere svelata in tutto il suo squallore.
Ecco. La speranza da un lato e l’antimafia di facciata dall’altro lato. Sono questi, a 23 anni di distanza da quei terribili mesi che videro la morte di Giovanni Falcone prima e di Paolo Borsellino poi, i due temi forti con cui, da cittadini ed amministratori, siamo chiamati a confrontarci. Credo che mai come in questa estate del 2015, stia vacillando ma anche possa rafforzarsi la speranza dei palermitani e degli italiani onesti. E se la speranza sta vacillando è perché mai come in questa estate del 2015 appare evidente che, in nome di autoattribuite etichette di legalità e antimafiosità, alcuni hanno costruito affari,pretese di impunità,ignobili ricatti e legami affaristici che poco hanno a che vedere con la legalità. La speranza vacilla perché ancora oggi, dopo 23 anni non solo non abbiamo la verità giudiziaria su chi e perché ha voluto la morte di Paolo Borsellino né su chi e perché ha condotto la ignobile trattativa fra Stato e mafia ma siamo anzi costretti a stringerci attorno e a supportare moralmente quei magistrati impegnati in questa ricerca di verità.
Siamo costretti a difenderli perché in questa Italia anormale non è ancora normale che i giudici facciano il proprio lavoro. Ma proprio perché la speranza vacilla, proprio perché questo aggiunge dolore al dolore di tanti, primi fra tutti i familiari di chi ha perso i propri cari nelle stragi del ‘92, oggi saremo in tanti in via D’Amelio, con i giovani e con i magistrati, con i cittadini che vorranno esserci.
Ci sarò perché oggi come 28 anni fa, quando con Paolo, con “l’amico Paolo” condividemmo il dolore per le (culturalmente profetiche ma giornalisticamente inopportune) parole di Leonardo Sciascia sui professionisti dell’antimafia; perché oggi come 23 anni fa quando Paolo, “l’amico Paolo” fece il suo ultimo discorso pubblico in una affollatissima biblioteca comunale dove lasciò a tanti di noi, a centinaia di palermitani il suo testamento morale e di impegno civile; perché oggi come allora abbiamo tutti il dovere di fare delle parole di Paolo e del sacrificio suo e dei poliziotti uccisi il nostro faro e il nostro messaggio ai cittadini, soprattutto ai giovani; dobbiamo tutti “assaporare la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.

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Dopo il referendum in Grecia…

Leoluca Orlando: “Da ‪#‎Atene‬ viene un segnale chiaro contro l’ ‪#‎Europa‬ del Dio denaro, contro la finanziarizzazione della vita umana.
Il rischio non era e non è l’uscita della ‪#‎Grecia‬ dall’Europa, il rischio è che l’Europa esca da se stessa, dalle sue ragioni fondative.
Grecia e Ventimiglia: due conferme della negazione delle stesse ragioni fondative dell’Europa. L’Unione Europea non può essere l’altare del Dio denaro, con la faccia di soffocanti ignobili speculatori e caste, contro i bisogni e i diritti di ultimi, emarginati e ‪#‎migranti‬.
L’Europa si fermi, apprenda la lezione che viene dalla Grecia e torni alle sue ragioni fondative dei ‪#‎diritti‬, prendendo le distanze da logiche contabili che producono genocidi in Grecia e nel Mediterraneo”.

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Percorso Arabo-Normanno come patrimonio dell’Umanità


fonte: www.repubblica.it
“È stato un trionfo”, dice da Bonn il sindaco Leoluca Orlando dopo che il percorso arabo normanno di Palermo e le cattedrali di Monreale e Cefalù sono diventati patrimonio dell’umanità.

“Dobbiamo essere adeguati al patrimonio che abbiamo. Non possiamo perderci in piccole cose sprecando l’opportunità che l’Unesco ci ha dato. Da oggi la sfida continua”. Ci sono le strade ancora da ripu-lire, la movida fracassona da contrastare, le nuove isole pedonali da difendere in una città assediata dalle trincee con i mezzi pubblici ridotti a lumicino.
Sindaco, il riconoscimento Unesco è un invito ai turisti a venire a Palermo: che città si offre loro?
“Una città che a maggio, da semplice candidata, aveva le camere d’albergo piene. Adesso i monumenti inseriti nel percorso aumenteranno il valore immobiliare, economico-commerciale e di attrazione delle zone che li ospitano”.
La battaglia contro il degrado però non è ancora vinta: come intendete tutelare l’itinerario?
“Presiedo il comitato di pilotaggio della candidatura che ho convocato per martedì su questa tema: istituiremo squadre mirate che si occuperanno solo di curare il percorso al di là e al di qua dell’Oreto e che riferiranno al mio ufficio di gabinetto. Una squadra Rap, una Amg, una di giardinieri e una di polizia municipale”.
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La Rosa Bianca approva la carta di Palermo

fonte: www.livesicilia.it

PALERMO – “Voglio esprimere grande apprezzamento per l’approvazione della Carta di Palermo e un ringraziamento al presidente dell’associazione La Rosa Bianca, Fabio Caneri, per l’attenzione e la sensibilità dimostrate verso il tema dei migranti che, in questo momento, è al centro dello scenario internazionale. Proprio ieri, infatti, si è svolta la Giornata mondiale del rifugiato, durante la quale abbiamo ribadito l’importanza dell’immediata abolizione del permesso di soggiorno, diventato ormai uno strumento di tortura e di arricchimento di criminali senza scrupoli. Nessuno ha scelto dove nascere, ma tutti hanno il diritto di scegliere dove vivere. Il diritto alla mobilità è inviolabile”… continua a leggere

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Valorizzare specialità e tradizioni culturali e artistiche, per coniugare radici e ali e porre in armonia locale e globale

Mattarella Orlando
Questo è il testo del discorso di saluto rivolto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia d’inaugurazione della pinacoteca di Villa Zito.

“Signor Presidente,
a me è dato il privilegio di rivolgerLe il saluto, a nome della Città di Palermo, che vive l’orgoglio e sente forte il richiamo alle proprie responsabilità per essere la sua città, la città del Presidente della Repubblica Italiana.
La città di Palermo, grata per l’impegno della Fondazione Sicilia e del suo Presidente Giovanni Puglisi, vive oggi la riapertura di Villa Zito e la sua trasformazione in una grande Pinacoteca, splendido mosaico di splendide tessere dal seicento a Renato Guttuso e Pippo Rizzo.
La città di Palermo ha conosciuto e conosce il significato di una riapertura, che è sempre ritorno al passato, conferma del presente, premessa per il futuro.
Ogni riapertura è, infatti, rispetto della vita e rispetto del tempo di una comunità.
E’ stato così, a Palermo, con il nostro centro storico, così con il Teatro Massimo, così con le piazze, le ville e i palazzi. È stato così con lo storico Palazzo Branciforte della stessa Fondazione Sicilia.
Vi è, oggi, un ulteriore aspetto che merita di essere sottolineato: si completa, sotto il profilo culturale e artistico, l’unione di due grandi istituti bancari siciliani, l’unione delle tradizioni e delle collezioni del Banco di Sicilia e della Cassa di Risparmio delle Province Siciliane, con la nuova missione e denominazione della Fondazione Lauro Chiazzese per l’Arte e la Cultura, richiamo forte del solido rapporto della città con la sua università.
Dall’odierna cerimonia giunge, inoltre, più di un monito a tutti noi.
Giunge il monito che, i talora pur necessari, processi di razionalizzazione e accorpamento di realtà e, in questo caso, di Istituti bancari, non devono mortificare radici e identità, ma devono, al contrario, essere occasione per valorizzare specialità e tradizioni culturali e artistiche, per coniugare appunto radici e ali e porre in armonia locale e globale.
Se, infine, mi è consentito, da questa cerimonia giunge un ulteriore monito: che le pur necessarie regole finanziarie non siano e non appaiano in contrasto con la vita, con i diritti e le speranze delle persone, dagli ultimi ai migranti, ai quali tutti noi dobbiamo fornire risposte coerenti ai loro diritti alla vita, al benessere, al futuro, e ai quali tutti Lei, Signor Presidente, ha sempre dedicato grande e autorevolissima attenzione.
E’ con queste parole di gratitudine, ammirazione, affetto, Signor Presidente, che Le rinnovo il saluto della Città di Palermo, di quella che è stata la sua città”.

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Migranti: rispettiamo la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

Al Presidente del Consiglio Matteo RENZI
All’ Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica MOGHERINI
Al Commissario Europeo per l’immigrazione Dimitris AVRAMOPOULOS

Per La RETE 2018 la “vicenda migrati” ha un’unica possibile soluzione.
Il rispetto della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (Articolo 13 1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato. 2. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese. – Articolo 14 1. Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni. 2. Questo diritto non potrà essere invocato qualora l’individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite. Articolo 15 1. Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza. 2. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza).
A queste parole tutti hanno il dovere di far seguire le azioni necessarie per la loro piena attuazione, soprattutto chi ci governa. In primo luogo, in questa vicenda, l’Unione Europea dovrebbe agire per la piena attuazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e invece tratta il tutto come un’emergenza da far risolvere ai paesi più vicini ai luoghi di provenienza dei migranti.
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MOBILITA’ UMANA INTERNAZIONALE – CARTA  DI  PALERMO 2015

MOBILITA’ UMANA INTERNAZIONALE – CARTA DI PALERMO 2015

Dalla migrazione come sofferenza alla mobilità come diritto umano inalienabile

Il diritto alla mobilità come diritto della persona umana. Verso la cittadinanza di residenza. Per l’abolizione del permesso di soggiorno.

I problemi legati alle ormai quotidiane migrazioni devono e possono trovare soluzione solo se si inseriscono nella cornice della mobilità come diritto. Bisogna cambiare approccio: dalla migrazione, appunto, come sofferenza alla mobilità come diritto. Nessun essere umano ha scelto, o sceglie, il luogo dove nascere; tutti devono vedersi riconosciuti il diritto di scegliere il luogo dove vivere, vivere meglio e non morire.

Il processo migratorio è spesso un’emergenza, una drammatica emergenza. Ma è soltanto la punta dell’iceberg dell’inevitabile ordinario spostamento di milioni di esseri umani; tale fenomeno è connesso alla globalizzazione, alle crisi economiche e politiche di lungo periodo.

Uscire dall’emergenza, dalle tante emergenze, è necessario. Io sono persona. Continua a leggere

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“Ikea, ecco le nostre condizioni I cantieri in città non si fermeranno”

leoluca orlando sindaco di palermofonte: LiveSicilia
di Roberto Immesi
L’INTERVISTA. Dall’anello ferroviario ai contrasti con Regione e Confindustria, dalla chiusura di corso Vittorio Emanuele alle strigliate alla giunta, passando per le bancarelle, il decoro, la Reset e Apcoa. Ecco il sindaco Orlando a tutto campo.

PALERMO – Signor sindaco, in migliaia in questi giorni affollano la Fiera del Mediterraneo che ha riaperto i battenti. Cosa vuol dire questo, secondo lei?
“E’ il segno di come Palermo stia sostanzialmente cambiando. Siamo passati sempre di più da un’amministrazione sull’orlo del fallimento, con problemi di ordine pubblico legati al crac di Amia e Gesip, a una città in cui sempre di più, oltre al disagio che permane in tanti settori, si nota una ripresa che è evidente in tanti campi. E’ l’immagine di un’amministrazione che, avendo evitato il fallimento, ha il dovere adesso di avere il tratto della formica che affronta quotidianamente i mille problemi della città, avendo però anche elementi da cicala come il grande incremento turistico della città, il rilancio del teatro Massimo, l’incremento degli abbonamenti del Teatro Biondo, il riconoscimento del circuito arabo-normanno, la collaborazione con l’Agenzia dei beni confiscati per il loro utilizzo a fini sociali e per l’emergenza alloggiativa avendo consegnato lunedì il trentesimo appartamento, il fatto che si terrà a Palermo ‘Manifesta’, la più grande biennale di arte a livello mondiale, con il coinvolgimento sempre più forte di un sistema di relazioni internazionali a servizio della sviluppo della città… continua a leggere

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