A Leoluca Orlando il Four Freedom Awards from Fear 2020. Prima di lui, in Italia, solo a Sandro Pertini questo prestigiosissimo riconoscimento

Risultato immagini per leolucaLeoluca Olando è stato insignito di una delle Fuor Freedom Awords (Medaglie della Libertà) 2020 che sono consegnate ogni anno a uomini, donne e organizzazioni i cui risultati hanno dimostrato un impegno nei confronti dei principi che il presidente Roosevelt ha proclamato nel suo storico discorso al Congresso del 6 gennaio 1941. In questo discorso disse che le prime due libertà, opinione e religione, sono protette dal Primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America. Incluse poi altre due libertà andando oltre i tradizionali valori costituzionali protetti dal Bill of Rights. Roosvelt, infatti, voleva supportare un concetto più ampio di diritti umani e anticipò quello che sarebbe diventato il paradigma della sicurezza nelle scienze sociali e nello sviluppo economico. Incluse anche la libertà dalla paura, contro l’aggressione fra nazioni, aprendo la strada alla creazione delle Nazioni Unite.

Il premio per Leoluca Orlando è motivato dalla sua incessante dedizione alla difesa dei diritti umani in generale e dal trattamento umano dei rifugiati in particolare. Durante la sua carriera ha agito con successo e con grande determinazione e determinazione contro la mafia, la corruzione e la pena di morte. Da molti anni è il principale sostenitore di un approccio ospitale e umano alla questione dell’immigrazione in Italia e in Europa

Medaglie di libertà precedenti sono state assegnate ad alcuni dei più illustri cittadini del mondo dei nostri tempi, tra cui Harry S. Truman, H.R.H. La principessa Juliana dei Paesi Bassi, John F. Kennedy, Nelson Mandela, J. William Fulbright, Arthur Miller, Jimmy Carter, ex segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, Malala Yousafzai, giustizia Ruth Bader Ginsburg e dott. Angela Merkel. In Italia solo Sandro Pertini, nel 1986, fu insignito di questo prestigiosissimo premio

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UN MURO DA ABBATTERE  (di Luigi Gazzola)

Luca Zandonella (assessore e segretario della Lega Piacenza) sul quotidiano locale dice di credere che “alla fine il problema fra Città e imigrati resti comunque un muro psicologico, culturale, che non si può buttare giù”. Non si può, se non si vuole e se, anzi, quel muro lo si irrobustisce con politiche e decreti sicurezza disumani e criminogeni. Che qualcuno ha imposto e che altri non si decidono a rimuovere. A farne le spese oggi, sempre dal quotidiano, cinque ragazzi buttati sulla strada dalla burocrazia che dice stop all’accoglienza infischiandosene dei percorsi di integrazione intrapresi.
Si parla di migranti, presenti in città in una considerevole percentuale e della loro integrazione. Secondo l’intuizione profetica di Alex Langer per agire localmente occorrerebbe ragionare globalmente e provare a darsi una visione, una prospettiva. 
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Quante storie – Nadia Urbinati e il populismo

Il significato della parola populismo ha spesso diviso la politica: chi la condanna senza mezzi termini, chi ne recupera un senso positivo e l’associa a un’espansione della democrazia. A Quante Storie, la politologa Nadia Urbinati introduce una nuova accezione del populismo, legata alla selettività con cui un leader individua la sua porzione di elettorato e la brandisce come un’arma contro il resto del Paese. Clicca qui per vedere il video

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L’eccezione di Palermo

Tra l’ascesa di Matteo Salvini e il populismo anti-immigrato in tutta Italia, una città siciliana ha combattuto per i diritti dei rifugiati e nel frattempo ha iniziato un dialogo sulla propria storia di migranti …  Clicca qui per leggere l’articolo originale (da Tribunemag.co.uk) … di seguito la traduzione in italiano

Da decenni Palermo era considerata una delle città più problematiche d’Italia. Un porto provinciale trascurato, coperto di immondizia, governato da funzionari corrotti al soldo della mafia, era, per molti, un emblema di tutto ciò che non andava nel paese. Poi qualcosa è cambiato. Quando la crisi finanziaria ha colpito l’Europa meridionale nel 2008, la capitale siciliana ha subito un colpo paragonabile a quello della Grecia. La disoccupazione è aumentata – raggiungendo il 40% tra i giovani – e molte migliaia sono state costrette ad emigrare. Poco dopo, i rifugiati hanno iniziato ad arrivare in città in numero sempre maggiore. Si sarebbe potuto pensare che questi cambiamenti demografici avrebbero fornito terreno fertile per l’estrema destra. Palermo, tuttavia, ha scelto una strada diversa. Sulla terraferma, da Milano a Roma, la Lega di estrema destra di Matteo Salvini si è affermata come il principale partito populista, sostenuto da movimenti neofascisti.

A Palermo, però, le cose sembrano diverse. Il sindaco “indipendente”, Leoluca Orlando, ha sfidato tuttia la politica italiana. Invece delle deportazioni ha chiesto l’abolizione dei permessi di soggiorno; invece di sfrattare coloro che sono costretti ad sopravvivere in edifici vuoti, sta garantendo agli occupanti luce e acqua; invece di assecondare la “narrativa sull’invasione”, ha richiesto un secondo processo a Norimberga per perseguire i politici che hanno permesso a così tante persone di morire. È stato rieletto due anni fa con una grande maggioranza. Continua a leggere

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“È tempo di creare il Terzo spazio”: parla Elly Schlein

È tempo di creare il Terzo spazio: parla Elly SchleinSorprende quanti temi battaglie e stili Elly Schlein condivida con Alexandria Ocasio-Cortez, giovane astro dei democratici negli Usa. Schlein, trentenne, di padre americano e madre italiana, ha partecipato alle due campagne presidenziali di Barack Obama. Nel 2013 è stata tra i fondatori di OccupyPD, mobilitazione nata dopo il voto di 101 franchi tiratori che affossarono la candidatura di Prodi al Quirinale. Eletta europarlamentare nel 2014, è uscita dal Pd insieme a Pippo Civati. Relatrice sulla riforma del trattato di Dublino, ha denunciato l’assenza della Lega nella commissione che avrebbe cambiato le regole dell’accoglienza … Clicca qui per leggere l’intervista

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Al nord come al sud gli elettori hanno detto no alla pretesa salviniana di pieni poteri

In Emilia Romagna viene con forza premiata una visione ed una politica attenta ai diritti di tutti e una politica alternativa ai populismi di destra e ai populismi di sinistra che pretendono risolvere problemi senza rispetto del tempo: subito, senza confronto e senza contrasti. La politica che ha bisogno di tweet e slogan diviene cattiva politica e viene rifiutata dagli elettori quando si riduce soltanto a tweet e slogan. È’ ora che il governo nazionale – così come accade in tante amministrazioni locali – abbia e comunichi una visione e indichi la esigenza di rispetto del tempo per affrontare problemi e prospettive del nostro paese, senza paura del nuovo, del futuro e del diverso da noi. (Luca Orlando)

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Risultati immagini per giornata della memoria

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Papa Francesco: i cristiani veri non respingono i barconi

Città del Vaticano – Il messaggio il Papa lo diffonde molto chiaro. Chi è cristiano «deve mostrare amore per migranti». Di conseguenza non può essere contro i «respingimenti. Tante volte non li lasciano sbarcare nei porti». »Come cristiani, dobbiamo lavorare insieme per mostrare ai migranti l’amore di Dio rivelato da Gesù Cristo». L’udienza generale stamattina si tiene nell’Aula Nervi perchè in piazza san Pietro fa un po’ freddo. Ai lati della piazza berniniana si nota subito non la gigantesca statua di bronzo nero che, come un pugno nell’occhio, raffigura un barcone carico di migranti. Era stata collocata in via provvisoria alcuni mesi fa ma con il passare del tempo è diventata definitiva, alterando di fatto l’armonia perfetta voluta da Bernini, rispettata finora da tutti i pontefici nel corso dei secoli. Anche in questo caso il messaggio è chiaro: per la Chiesa di Francesco i migranti sono l’emergenza numero uno. Il portavoce del vaticano, Matteo Bruni fa sapere che la statua resterà e nessuno ha dato ordine di toglierla. (da ilmessaggero.it)

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Retitudine28: il Mondo è cambiato (relazione introduttiva di Leoluca Orlando)

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Ciao Sandro ci vediamo alla prossima Retitudine …

L'immagine può contenere: 12 persone, tra cui Marcello Bigerna, persone che sorridono, persone in piedi e spazio all'apertoQuando Sandro Chisté ti racconta del suo viaggio, ripercorrendo le tappe di quei 1870 chilometri, sembra fissare una cartina invisibile dell’Italia. Ricorda perfettamente i nomi dei paesini, delle frazioni, delle città, e ricorda perfino i nomi e i cognomi delle persone che ha incontrato lungo il suo cammino, sia di chi l’ha accolto che di chi gli ha chiuso la porta in faccia. “Quando cammini è tutta un’altra storia”, dice. È per questo che, a 62 anni, ha camminato dal 30 aprile al 30 giugno 2018 in solitaria partendo dal Brennero e arrivando fino a Palermo nel suo “Cammino per la pace”, immergendosi in ogni dialetto ascoltato lungo la via … Clicca qui per leggere la storia del Cammino di Sandro

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