sms solidale 45500 per aiutare le popolazioni coinvolte dal terremoto del 24/8/2016



Su richiesta del Dipartimento della Protezione Civile, d’intesa con le Regioni colpite dal terremoto e grazie agli operatori di telefonia mobile e ai media, è stato attivato il numero 45500 per la raccolta di fondi attraverso l’invio di sms del costo di 2 euro. È possibile donare anche chiamando da rete fissa lo stesso numero. Il servizio è attivato con gli operatori nazionali Tim, Vodafone, Tre, Fastweb, CoopVoce, Wind e Infostrada, TWT, CloudItalia e PosteMobile. I fondi raccolti saranno trasferiti dagli operatori, senza alcun ricarico, al Dipartimento della Protezione Civile che provvederà a destinarle alle regioni colpite dal sisma.

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Migranti, Orlando a Potenza spiega la “Carta di Palermo”

fonte: http://www.trmtv.it
“Politiche migratorie, coesione sociale e partecipazione democratica al tempo della crisi”.
Sono questi i temi approfonditi di un evento promosso dal Rotary Club Potenza presso il Campus universitario del capoluogo lucano, cui hanno preso parte le massime istituzioni regionali e cittadine, organizzazioni e realtà associative.

Ospite il sindaco siciliano ed ex parlamentare, Leoluca Orlando, lo scorso anno promotore della “Carta di Palermo” che ha come obiettivo l’avvio del processo culturale e politico per l’abolizione del permesso di soggiorno, per la radicale modifica della legge sulla cittadinanza e per il diritto alla mobilità come diritto della persona umana.
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iosonopersona – Napoli 2 febbraio 2016

Alcune immagini dell’incontro “iosonopersona – Napoli

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Istituto italiano per gli studi filosofici
Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia
La Rete 2018

Martedì 2 febbraio 2016 ore 15
in Palazzo Serra di Cassano
in via Monte di Dio 14 – Napoli –

Il prof. Leoluca Orlando sindaco di Palermo illustra il documento :

Io sono persona.
“dalla migrazione come sofferenza alla mobilità come diritto”

Mobilità umana internazionaleCarta di Palermo

Intervengono:

Il sindaco di Napoli avv. Luigi de Magistris

Il portavoce del presidente della giunta della regione Campania avv. Emilio di Marzio

Il presidente della lega italiana diritti dell’uomo dr. Alfredo Arpaia

Il presidente delle assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia dr. Giuseppe Comella

La dirigente Gilda Napoli-Toledo dr.ssa Valeria de Lorenzo

Partecipano responsabili delle istituzioni, del sindacato e del volontariato, docenti, studenti.

Presenta il convegno: Francesco de Notaris

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Pubblicato il da carlo | Lascia un commento

LETTERA DI LEOLUCA ORLANDO

leoluca orlando sindaco di palermoIl Sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha inviato lunedì 24 agosto 2015 una lettera a 5 presidenti di governo europei e al Presidente della Commissione Europea.

David Cameron, Primo Ministro del Regno Unito
Nikola Gruevski, Primo Ministro della Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia
Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione Europea
Matteo Renzi, Presidente del Consiglio dei Ministri dell’Italia
Alexis Tsipras, Primo Ministro della Grecia
Manuel Valls, Primo Ministro della Francia

“Due anni fa dicevamo “Non è una questione che riguarda soltanto la Sicilia”.
All’inizio di questa estate abbiamo sentito ripetere “Non è una questione che riguarda soltanto l’Italia” o “soltanto la Grecia”.
Qualche settimana fa, con l’assalto ai tir e ai treni diretti a Calais, abbiamo sentito dire “Non è una questione che riguarda soltanto la Francia e la Gran Bretagna”.
Da oggi, con quel che è successo a Gevegeljia sentiremo certamente ripetere “non una questione che riguarda soltanto la Macedonia”.
Quanti altri morti, quante altre tragedie, quanti altri milioni di euro spesi per prevedibili emergenze? Quanto ancora dovremo aspettare perché finalmente e davvero si cominci a parlare e ad agire considerando il tema delle migrazioni come una questione politica europea e globale?
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SE QUESTA E’ EUROPA. GENOCIDIO TEMPO NIENTE.

leoluca1“A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che «ogni straniero è nemico». Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente…
Parte del nostro esistere ha sede nelle anime di chi ci accosta: ecco perché è non-umana l’esperienza di chi ha vissuto giorni in cui l’uomo è stato una cosa agli occhi dell’uomo.”
(Se questo è un uomo – Primo Levi)

Sento, sentiamo in tanti, la vergogna di assistere ad un genocidio, ad un genocidio che 70 anni fa che Primo Levi ha con forza denunciato e che oggi non ha il volto del nazifascismo, ma ha il volto di una Unione Europea vittima di una “infezione latente”, nascosta dietro egoismi sempre più criminogeni e criminali.
Se questo è un uomo, denunciava Primo Levi.
Se questa è Europa, denunciamo noi.
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MIGRANTI, SINDACO ORLANDO: GRILLO COSTRETTO A INSEGUIRE SALVINI, DIMENTICA CHE MOBILITA’ E’ DIRITTO INVIOLABILE

“Se si dimentica che i migranti sono persone e se vengono considerati tutti solo come un pericolo per la sicurezza, si fa la fine del Movimento 5 stelle, costretto a inseguire Salvini. Il Governo nazionale raccolga l’appello che viene da Papa Francesco e che trova nella generosa accoglienza dei siciliani e nella Carta di Palermo, che considera la mobilità internazionale un diritto umano inviolabile, prevedendo l’abolizione del permesso di soggiorno, una risposta alternativa in termini progettuali e nella quotidianità di comportamenti da parte della comunità palermitana e siciliana”. È quanto afferma il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che aggiunge: “Il Governo nazionale rischia di fare la fine di Grillo e di apparire incerto e meno efficace ma, nei fatti, assimilato alla stessa perversione di valori di una consistente parte della destra italiana, alla quale si è sorprendentemente allineato il Movimento 5 stelle”. “Non possiamo accettare che continui un vero e proprio genocidio in corso nel Mediterraneo, del quale la storia chiamerà complici gli egoismi e le indifferenze dell’Unione europea – conclude Orlando – e di un’Italia troppo timida e incerta”.

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Leoluca Orlando: “Roma seleziona la classe dirigente con logiche da cosche di partito”

leoluca1fonte: La Repubblica
PALERMO – “La posso buttare in politica?”, chiede Leoluca Orlando con il sorriso che prelude a una requisitoria dura, disincantata. A un atto d’accusa che chiama in causa proprio la politica. Anzitutto la politica nazionale: “La drammatica situazione del Mezzogiorno? Inutile girarci attorno. C’è soprattutto un problema di selezione della classe dirigente. Fatta, da sempre, secondo logiche da cosche di partito e non secondo criteri di merito “.
Lei era sindaco di Palermo già nell’85, quando l’attuale premier aveva 10 anni. Che effetto le fa il riespolodere della questione meridionale?
“Mi invita a una considerazione, ahimè ormai definitiva: la responsabilità di questo stato di cose è anzitutto di una politica nazionale che ha utilizzato il Sud solo come granaio di voti, non come luogo dove promuovere il protagonismo. Incapaci che fanno comodo, ascari e piccoli prepotenti: questi sono stati, sono, gli amministratori del Sud voluti da Roma. E allora perché scandalizzarsi del mancato sviluppo?”. continua a leggere

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Orlando: «L’Antimafia non serve più, Sciascia aveva ragione»

leoluca1fonte: http://www.ilmattino.it/
Troppi opportunisti nell’antimafia? Ha ragione Nando dalla Chiesa?
«Oggi – risponde il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando – nessuno può proclamarsi esponente dell’Antimafia. Neppure io lo sono più. Il 19 luglio di quest’anno passerà alla storia come il momento in cui l’Antimafia di facciata ha gettato la maschera».
Si è sempre detto: finché c’è la mafia servirà l’antimafia…
«La mafia c’è ancora ma si è camorrizzata. Un tempo era verticale e ora è orizzontale. Un tempo governava Palermo e la Sicilia, con strutture criminali e politiche. Di fronte a tale organizzazione, era necessaria l’Antimafia, della quale io ero soggetto di riferimento. Ora la lotta alla criminalità diffusa tocca a ogni singolo cittadino, perché la mafia è cambiata. Chi insiste con l’Antimafia è un professionista dell’Antimafia, proprio come denunciava Sciascia».
Lo scrittore per la verità ce l’aveva con lei…
«Lo so bene, con me, con Borsellino. Sbagliava persone ma nel messaggio aveva ragione».
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Ecco. La speranza da un lato e l’antimafia di facciata dall’altro lato

Lettera di Leoluca Orlando all’Unità di oggi, 19 luglio 2015

Oggi in via D’Amelio per ricordare Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Cosina e Claudio Traina. Oggi in via D’Amelio, come pochi giorni fa con Rita e Salvatore Borsellino alla inaugurazione della “Casa di Paolo”, la vecchia farmacia di famiglia trasformata in centro per i giovani nel cuore del centro storico di Palermo. Oggi in via D’Amelio come ieri alla manifestazione organizzata dall’Associazione Nazionale dei Magistrati con Salvatore e Rita Borsellino con la presenza del Presidente Sergio Mattarella.
Oggi in via D’Amelio ed anche alla cerimonia che ricorda gli agenti della sua scorta e i tanti agenti polizia e uomini delle Forze dell’Ordine uccisi dalla mafia. Poi ancora oggi in via D’Amelio con i bambini dell’orchestra giovanile di Brancaccio che con la loro musica vogliono “colorare” quel luogo che è e rimarrà per sempre simbolo di dolore e violenza, come simbolo di riscatto e speranza. Oggi sarò presente come ieri non soltanto per dovere istituzionale, morale e personale di onorare la fascia tricolore che indosso come Sindaco di Palermo rendendo il dovuto omaggio a chi, come Paolo Borsellino ha dato la sua vita per la sua città e il suo paese.
Ma certamente oggi non sarò in via D’Amelio solo per un dovere istituzionale. Oggi, come ieri e come domani, per combattere non solo la mafia con la coppola ma anche e soprattutto quella dei colletti bianchi, quella dei politici collusi e corrotti e quella, purtroppo, dell’antimafia di facciata che mai come in questi ultimi mesi sembra finalmente essere svelata in tutto il suo squallore.
Ecco. La speranza da un lato e l’antimafia di facciata dall’altro lato. Sono questi, a 23 anni di distanza da quei terribili mesi che videro la morte di Giovanni Falcone prima e di Paolo Borsellino poi, i due temi forti con cui, da cittadini ed amministratori, siamo chiamati a confrontarci. Credo che mai come in questa estate del 2015, stia vacillando ma anche possa rafforzarsi la speranza dei palermitani e degli italiani onesti. E se la speranza sta vacillando è perché mai come in questa estate del 2015 appare evidente che, in nome di autoattribuite etichette di legalità e antimafiosità, alcuni hanno costruito affari,pretese di impunità,ignobili ricatti e legami affaristici che poco hanno a che vedere con la legalità. La speranza vacilla perché ancora oggi, dopo 23 anni non solo non abbiamo la verità giudiziaria su chi e perché ha voluto la morte di Paolo Borsellino né su chi e perché ha condotto la ignobile trattativa fra Stato e mafia ma siamo anzi costretti a stringerci attorno e a supportare moralmente quei magistrati impegnati in questa ricerca di verità.
Siamo costretti a difenderli perché in questa Italia anormale non è ancora normale che i giudici facciano il proprio lavoro. Ma proprio perché la speranza vacilla, proprio perché questo aggiunge dolore al dolore di tanti, primi fra tutti i familiari di chi ha perso i propri cari nelle stragi del ‘92, oggi saremo in tanti in via D’Amelio, con i giovani e con i magistrati, con i cittadini che vorranno esserci.
Ci sarò perché oggi come 28 anni fa, quando con Paolo, con “l’amico Paolo” condividemmo il dolore per le (culturalmente profetiche ma giornalisticamente inopportune) parole di Leonardo Sciascia sui professionisti dell’antimafia; perché oggi come 23 anni fa quando Paolo, “l’amico Paolo” fece il suo ultimo discorso pubblico in una affollatissima biblioteca comunale dove lasciò a tanti di noi, a centinaia di palermitani il suo testamento morale e di impegno civile; perché oggi come allora abbiamo tutti il dovere di fare delle parole di Paolo e del sacrificio suo e dei poliziotti uccisi il nostro faro e il nostro messaggio ai cittadini, soprattutto ai giovani; dobbiamo tutti “assaporare la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.

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