Nuova mappa per le grandi potenze

fonte: LA STAMPA
di ROBERTO TOSCANO
Come disse una volta il famoso comico americano Groucho Marx, è difficile fare previsioni, soprattutto se si riferiscono al futuro.
Si potrebbe anzi dire che mai come oggi è giustificato esitare prima di addentrarsi nel territorio sconosciuto del tempo a venire, e questo per svariate ragioni. In primo luogo l’accelerazione esponenziale di tutta una serie di tecnologie, soprattutto nel campo della comunicazione, che trasformano non più di anno in anno, ma di mese in mese se non di giorno in giorno il contesto della società contemporanea. Vi è poi la caduta dei grandi «paradigmi di previsione», in primo luogo il pensiero filosofico di radice hegeliana che ha avuto una influenza così profonda sul sentire comune anche al di là dell’ideologia marxista. E che dire poi del tramontare di un altro riferimento ideologico-culturale, quello del progresso, percepito come inevitabile miglioramento della società?
Ma la possibilità non solo di prevedere il futuro, ma addirittura di immaginarlo, è stata drammaticamente intaccata anche dalla realtà materiale in cui oggi viviamo. Pensiamo soltanto al predominio, nell’economia, della dimensione finanziaria su quella industriale. L’industria vive di futuro, di previsione, di programmazione e si snoda attraverso il ciclo risparmio/investimento/costruzione degli impianti/produzione/ commercializzazione/profitto. continua a leggere

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