Noam Chomsky, “ecco 10 modi per capire tutte le menzogne che ci dicono”

Fonte: linkiesta
di Dino Nicolia
Noam Chomsky, padre della creatività del linguaggio, definito dal New York Times “il più grande intellettuale vivente”, spiega attraverso dieci regole come sia possibile mistificare la realtà.
La necessaria premessa è che i più grandi mezzi di comunicazione sono nelle mani dei grandi potentati economico-finanziari, interessati a filtrare solo determinati messaggi.
1) La strategia della distrazione, fondamentale, per le grandi lobby di potere, al fine di mantenere l’attenzione del pubblico concentrata su argomenti poco importanti, così da portare il comune cittadino ad interessarsi a fatti in realtà insignificanti. Per esempio, l’esasperata concentrazione su alcuni fatti di cronaca (Bruno Vespa é un maestro).
2) Il principio del problema-soluzione-problema: si inventa a tavolino un problema, per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Un esempio? Mettere in ansia la popolazione dando risalto all’esistenza di epidemie, come la febbre aviaria creando ingiustificato allarmismo, con l’obiettivo di vendere farmaci che altrimenti resterebbero inutilizzati.
3) La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: stato minimo, privatizzazioni, precarietà… continua a leggere

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1 risposta a Noam Chomsky, “ecco 10 modi per capire tutte le menzogne che ci dicono”

  1. Gianni PERA scrive:

    Vero è che pochi sanno cosa sia la Commissione Trilaterale e il club Bildemberg, ma ne so abbastanza per chiedere di mettere un paletto per la nostro prossimo premierato, magari nelle regole di ingaggio nel futuro centro sinistra. Non vorrei, infatti, trovarmi regole atte ad eivtare il berluschino di turno e poi ci troviamo con altri Monti e Letta che nei citati gruppi ci sguazzano felici

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