Moderati, contro la sinistra c’è un cartello

fonte: LA STAMPA
di ELISABETTA GUALMINI
Non c’è nulla in comune tra lo strappo di Gianfranco Fini dal Pdl e la scissione lanciata da Alfano. Berlusconi ha cambiato il finale della rottura con l’erede designato e, invece di andare allo scontro frontale, ha preso tutti in contropiede. Ha rinculato preparandosi a un rilancio. Non ha rinnegato il figlio ingrato ma ha invece lasciato apertissima la porta per una futura alleanza elettorale.
Non ha rotto, ma ha tenuto dentro tutti: chi rimane, chi forse non sta più e chi non è mai stato (Lega) nella strana maggioranza, i governativi e gli antigovernativi, chi non vede l’ora di far rotolare il governo e chi spera ancora nella grande riforma costituzionale, chi vuole riprovarci con le primarie e chi si affida solo al leader maximo. Tutti pronti per tornare uniti nel cartello dei moderati contro le sinistre, non appena verrà il momento di ripresentarsi davanti agli elettori. Un cartello pigliatutto che facilmente si allungherà centimetro dopo centimetro verso il centro dopo l’uscita da Scelta Civica dei «cattolici» guidati da Mario Mauro.
In questo modo Berlusconi lascia che i governativi puntellino il governo, scrollandosi di dosso la responsabilità per una sua eventuale caduta. Anche se Forza Italia passerà all’opposizione, i numeri per Letta saranno garantiti. E, dall’opposizione, il Cavaliere potrà incalzare con maggiore vigore il suo popolo, giocando fino in fondo la partita populista verso i delusi dall’approccio incrementale della grande coalizione. Verso i moltissimi che non ne possono più dei «professionisti della politica» e di una politica lenta «che non decide mai». Potrà fare le pulci a Letta, sui provvedimenti economici e non solo, lasciando ai diversamente berlusconiani l’onore delle seggiole e l’onere di sostenerlo. Mentre il Pd continuerà a soffrire la contraddizione tra… continua a leggere

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