Leoluca Orlando: «Sono il leader di una minoranza culturale»

leoluca1fonte: Corriere della Sera
di Giuseppe Di Piazza

Nel tempo libero, Leoluca Orlando indossa un caftano blu che lo rende, da una certa distanza, indistinguibile da un commerciante del souk di Tunisi. Ha la stessa pelle bronzo scuro, gli occhi che sono braci contornati da borse, ormai tasconi, per quanto il tempo le ha rese profonde. D’altronde l’uomo, che ha festeggiato da poco i 66, è sulle breccia da quasi un quarantennio. Rientrato a metà degli anni Settanta in Italia dopo una lunga formazione in Germania e in Inghilterra, il rampollo dell’avvocato Salvatore Orlando Cascio si diede da subito anima e corpo alla politica, quell’angolo di politica buona che a Palermo, in quel tempo, era incarnata dal presidente della Regione Piersanti Mattarella. Democrazia Cristiana anomala, tanto anomala che Cosa Nostra nel giro di due anni la fece cessare con il piombo. Orlando allora andò dai giudici e accusò tutto l’establishment democristiano del delitto Mattarella. Ed era solo il buongiorno. Poi fondò la Rete e divenne per tre volte sindaco: ’85, ’93, 2000. La chiamarono «primavera di Palermo». continua a leggere

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