La RETE 2018 (retitudine) è…

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21 marzo 1991 nasce La RETE

21 marzo 2011 nasce La RETE 2018

La RETE è un sentimento…un modo di essere…di vedere la vita…che contraddistingue  molti di quelli che hanno fatto parte de La RETE e tante altre persone che, pur non essendo state mai iscritte, ne condividono valori e ideali.

La RETE è un modo di essere…un modo di vivere…è il luogo di quelli che continuano a sognare..anche se qualche sogno è andato in frantumi.
Perché la speranza sta nell’esserci. La speranza sta nella forza di saper cambiare strada senza cambiare percorso senza timore senza perdere la nostra faccia.

La speranza per noi sta nell’assumerci sempre le nostre responsabilità.

Non c’è bisogno di riconoscersi o di militare nello stesso partito per sentirsi vicini. Siamo simili nel nostro non sentirci mai a posto, mai arrivati, mai in grado di capire sempre tutto. Nel nostro continuare a interrogarci, a guardarci dentro e a guardarci attorno, nel nostro andare ad abbattere un altro recinto senza limitarci a contemplare il recinto appena abbattuto.
Questo gruppo non vuole riunire solo gli ex iscritti de La RETE, ma vogliamo stare insieme a tutti quelli che – anche se non hanno mai militato ne La RETE – continuano caparbiamente a credere che sia possibile una alternativa all’imbarbarimento berlusconiano, una alternativa migliore di quella attuale.

ora siamo pronti per la traversata del deserto da qui al 2018 …

Ieri sono andato ad una riunione alla Provincia di Perugia per definire le iniziative del progetto Leg@lmente. Tutto mi immaginavo meno di incontrare un pezzo importante del mio passato. Sono entrato nella sala in cui si teneva la riunione e seduta di spalle c’era un’anziana signora. L’Assessore Donatella Porzi mi è venuta incontro e mi ha detto. Ti presento nonna Betta, moglie di Antonino Caponnetto. Sono rimasto impietrito e un’emozione fortissima mi è salita fino al cuore. Ho salutato nonna Betta, ma dalla mia bocca è riuscito solo un semplice “piacere Marcello Bigerna”. Sono rimasto senza parole, in silenzio al mio posto, per non so quanto tempo e sono tornato indietro di 20 anni. Tante immagini mi sono scorse davanti agli occhi, tante parole sono tornate alla mia mente. Le immagini e le parole di Antonino Caponnetto che per noi che abbiamo vissuto l’esperienza de La RETE, sono le parole e le immagini di chi ha formato le nostre coscienze e indirizzato la nostra vita. Antonino Caponnetto che tutti noi aspettavamo alle riunioni del La RETE e che quando arrivava ci emozionava fino alle lacrime e ci faceva essere orgogliosi delle scelte, a volte anche difficili e controcorrente, che tanti di noi in quegli anni hanno compiuto. Parole che hanno segnato in maniera indelebile le nostre vite e la nostra formazione culturale e politica. Antonino Caponnetto che il 22 novembre del 1992 all’Assemblea nazionale de La RETE a Perugia arrivò e a sorpresa annunciò la sua candidatura a Sindaco di Firenze facendo esplodere il Capitini tra applausi e lacrime. Candidato Sindaco insieme a Leoluca Orlando a Palermo, Nando Dalla Chiesa a Milano, Diego Novelli a Torino e Claudio Fava a Catania. Non so perché  ma l’aver incontrato nonna Betta ieri, è come se qualcosa o qualcuno abbia voluto far chiudere un cerchio. Gli incontri de La Retitudine, la costituzione de La RETE 2018, Luca Orlando Sindaco di Palermo, una bellissima email che mi ha mandato Diego Novelli, la candidatura di Claudio Fava alla Regione Sicilia, la bellissima foto di Palermo con Luca, Nando, Claudio e Rita Borsellino … Mancava nonno Antonino ed è arrivato … ora possiamo veramente dire che ci siamo tutti e possiamo iniziare la traversata nel deserto da qui al 2018 …
Marcello Bigerna

Grazie Marcello per questo momento di grande intensità “umana”!
E’ importante saper condividere idee, progetti e sogni politici, ma e’ perlomeno altrettanto importante e bello riuscire a condividere emozioni e sentimenti veri …
Nonno Nino e’ stato maestro e chiaro riferimento per molti di noi che hanno avuto la fortuna e il piacere di conoscerlo e la sua presenza viva ci accompagna ancora (in ognuno dei molti incontri che faccio soprattutto con i ragazzi non manca mai uno spazio dedicato alla “lezione di impegno civile” che Nonno Nino ha impartito a ciascuno con il suo esempio
… e mi torna alla mente quel sabato 2 ottobre di qualche anno fa: mio figlio Marco si sposa (per una serie di circostanze che ancora oggi non ho ben chiare)  in una bella chiesa di Pistoia … dopo la celebrazione, il ricevimento e tutti gli adempimenti con amici e parenti, con mia moglie Clara e con Carlo e Mariangela che ben conoscete abbiamo pensato di fare visita a Nonno Nino sul cimitero … e qui abbiamo trovato e riabbracciato Betta e il figlio … passando con loro un lungo momento di intensa e profonda amicizia nel ricordo di una persona davvero carissima …
… ricordo che oggi ho voluto condividere con voi che ancora sentite forte la necessita’ di un impegno civile che sappia coniugare la razionalità dell’intelligenza con la passione del cuore e l’emozione dell’anima … proprio come faceva Nonno Nino!
Ciao a tutti
Azzolino Ronconi

La traversata è già cominciata, anzi non è mai finita perché in questi anni il deserto si è sempre meno inaridito per l’impegno di molti nella loro quotidiana testimonianza, a volte resistenza, a volte proposta, un pò meno azione di governo, di valori, passione, progetti emozioni, speranze ambizioni.
Molti hanno continuato a portare il cuore a sinistra e il cervello al centro, testimoniando con la loro proposta e il loro impegno, più sociale che politico istituzionale, che i valori possono essere un riferimento, che il buon governo fondato sulla corretta e coerente responsabile applicazione degli stessi può essere un esempio di una futura auspicabile normale quotidianità.
Molti che c’erano e, segnati per sempre, hanno semplicemente continuato quanto da sempre facevano; molti che lo hanno fatto dopo, per età o per riscoperta di un modo migliore di vita e impegno sociale per un mondo migliore.
Molti ci sono oggi, tanti nel buio dell’incerto astensionismo;  ormai pochi dentro quei recinti ancora più stretti di un tempo, congelati da opportunistiche alleanze e coalizioni su persone, fatti e parole ma mai su programmi o proposte, o responsabili impegni di governo, nel tentativo di scomporre o migliorare progetti di luoghi di democrazia e politica oramai inutili perché autoreferenziati.
Molti moltissimi ci saranno nel 2018, o quando servirà e sarà arrivato il momento, per trasformare assenza, silenzio forzato o indotto, in un riferimento e in una guida per rendere democratica la nostra democrazia.
Ma tutto ciò non basterebbe se il deserto non si riempisse dei passi condivisi delle emozioni che ci accompagnano da sempre: perché la passione è emozione; l’impegno è passione; il sogno, un progetto di impegni vissuti e da vivere.
Un sogno di progetti che le emozioni della passione civile trasformeranno prima in coerente programma, poi in responsabili azioni di governo, quindi in tangibili soluzioni ai problemi del vissuto quotidiano prossimo e lontano.
Grazie per tutte le emozioni che Antonino o Padre Ennio o i tanti di voi ci hanno insegnato a far uscire da noi per contagiare i molti che aspettano o che non sanno o che non credono che ci sia un futuro con il cuore dei valori a sinistra e il cervello dei progetti al centro del nostro impegno sociale e politico.
Bruno Lazzoni

Grazie. E non aggiungo altro perché dietro il mio grazie ci sono troppe cose!!!
Chiara Manetti

E come posso dimenticare Nino con me a Primavalle. Quartiere popolare di Roma nella campagna elettorale del 1994?
Carmine Fotia

Una risposta a La RETE 2018 (retitudine) è…

  1. Virginia Cozzolino scrive:

    Grazie Marcello…ne avevo bisogno. Bisogno di continuare a sperare e soprattutto bisogno di riprendere a sognare. Un abbraccio a tutti voi!

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