La pillola che cancella i brutti ricordi

famiglia-cristianaA Tolosa alcuni ricercatori stanno sperimentando un farmaco in grado di cancellare dalla mente traumi ed esperienze negative. Ma è polemica…

«Non si può pensare di interpretare questo tipo di interventi sulla memoria alla stregua di un’operazione di appendicite in cui il medico interviene chirurgicamente per eliminare dal paziente un pezzetto che non è fondamentale né fisiologicamente né dal punto di vista soggettivo della costruzione dell’identità personale e del senso di sé. Toccare i meccanismi della memoria è sempre molto delicato e apre dilemmi etici».
La “pillola dell’oblio”, insomma, per Massimo Reichlin, docente di filosofia morale presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e autore, tra gli altri, del saggio Etica e neuroscienze, va maneggiata con molta cura.
Professore, è pericoloso manipolare la memoria?
«I rischi ovviamente ci sono. Prima però bisogna fare una premessa».
Prego.
«Ci sono teorie filosofiche che identificano in senso stretto la persona, o l’identità personale, con la continuità dei suoi vissuti, con la sua memoria. A mio avviso, però, sbagliano perché tendono a sottostimare il ruolo e la rilevanza che ha la dimensione corporea, che è comunque rilevante ai fini di ciò che noi siamo». continua a leggere

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