LA FINE DEL PD DEGLI APPARATI

leoluca1Il Vice presidente dell’ALDE (Alleanza dei Liberali e Democratici Europei), Leoluca Orlando, ha commentato così l’attuale situazione politica italiana, anche alla luce delle prime quattro votazioni per l’elezione del Presidente della Repubblica: “Le elezioni politiche, la permanenza in carica del Governo Monti e le sterili votazioni per l’elezione del Presidente della Repubblica mostrano la morte del tradizionale sistema di partiti e il fallimento del centrosinistra autoreferenziale degli apparati, del tutto incapace di ascoltare e interpretare il drammatico disagio economico degli italiani. Questa crisi puo’ essere un’opportunità per emarginare arroganze di burocrati senza anima e per costruire un vero Partito Democratico.Tale esperienza dovrà nascere e svilupparsi con primarie vere (sul modello delle primarie di comunita’ del Partito Democratico USA), proporre una nuova forma e un nuovo modello di Partito ed essere aperta al contributo di quanti non si rassegnano a subire la drammatica crisi politica, economica-culturale-etica.
Tutti, a partire da chi si riconosce nella cultura politica liberaldemocratica europea, devono contribuire all’unità delle presenze e dei soggetti politici riformisti e alternativi alla destra dei privilegi e delle impunità, dell’Europa della speculazione finanziaria e delle Banche, degli egoismi e delle individualità”.

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2 risposte a LA FINE DEL PD DEGLI APPARATI

  1. Antonio Cimmino scrive:

    LA FINE DEL PD DEGLI APPARATI.
    Condivido pienamente il commento di Luca Orlando.

    L’attuale dirigenza del Partito Democratico nelle cinque votazioni per la Presidenza della Repubblica ha avuto un comportamento vergognoso.

    I dirigenti del P.D. si sono dimostrati stupidi,arroganti e autoreferenziali.

    Hanno pensato solo al potere e all’inciucio con Berlusconi.

    Comportamento infantile politicamente e autolesionista che mortifica il popolo italiano e tanti cittadini bisognosi, disoccupati,lavoratori precari, pensionati e tanti altri che soffrono la miseria ma che mantengono inalterata la propria dignità.

    Nemmeno il peggior doroteismo democristiano è arrivato a tanta schifezza.

    Bisogna difendere il popolo italiano onesto.

    Bisogna costruire un vero Partito democratico aperto a tutti in cui deve prevalere la linea della fermezza e rigore morale per tutelare l’immagine e la storia d’Italia.

    Un Partito disponibile a qualsiasi confronto, sopratutto con i cittadini e i bisognosi. Dobbiamo costruire un nuovo Partito che sia europeista ma difenda i valori e la storia del popolo italiano. Un nuovo Partito che difenda e promuova il lavoro mentre oggi ci sono pseudo-politici e pseudo-sindacalisti che con la loro presenza e con uno scellerato disegno costruito artatamente attenta e vuole continuamente attentare alla dignità dei lavoratori mortificando la lotta di migliaia di lavoratori stabili e precari nonchè di giovani disoccupati.

    Lavoriamo tutti, insieme, a Luca per la nascita di un Partito europeista, libero e democratico, aperto a tutti e che salvaguardi le istanze di tutti e sopratutto dei bisognosi e di chi vive nella miseria.

    Ciao. ANTONIO CIMMINO

  2. Giancarlo scrive:

    Non si può che essere d’accordo con quanto scritto da Leoluca Orlando, il PD si trova in grandissima difficoltà a fronte, però, di un elettorato che non demorde (come dimostrano le elezioni di ieri in Friuli VG). Occorre un PD rinnovato o occorre un nuovo partito democratico? Penso che dobbiamo interrogarci su questo, intendo come RETE 2018, e vedere come rapportarci con un soggetto, secondo me, ancora tutto da costruire.

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