La Corte cancella il Porcellum: ecco una proposta di legge del 1992

novellifonte: nuovasocieta.it
La sentenza della Corte Costituzionale sulla legge elettorale vigente, con la quale ha dichiarato che il “Porcellum” è anticostituzionale ha agitato in queste ore numerosi personaggi della nostra politica di entrambi gli schieramenti.
A quanto pare sono in molti a volere una legge a loro immagine e somiglianza.
Credo invece che la Corte abbia finalmente fatto ciò che il Parlamento nella sua globalità non ha saputo fare da un paio di anni. In attesa di conoscere il testo della sentenza, nel quale riteniamo ci saranno delle indicazioni come agire pro tempore mi permetto di ricordare un’esperienza personale.
Il 15 ottobre del 1992 nella Commissione De Mita-Iotti nominata per le riforme istituzionali presentai una proposta al riguardo che successivamente ho trasformato in disegni di legge depositati il primo giorno delle due successive legislature (1994-1996), ma rimaste giacenti nei cassetti del Parlamento. Essendo tutt’ora convinto di quelle proposte ne fornisco di seguito una breve sintesi sperando di non essere accusato di presunzione.
1) Forma di governo. Essendo favorevole alla forma di governo parlamentare, proponevo una netta distinzione tra potere legislativo e potere esecutivo, con conseguente incompatibilità tra incarico di governo e mandato parlamentare. In altre parole chi è ministro o sottosegretario non può ricoprire contemporaneamente l’incarico di deputato o senatore se non altro per ragioni di ubiquità.
2) Struttura e funzioni del Parlamento. La mia scelta preferenziale è quella monocamerale, ma senza pregiudizi: in via subordinata può andare bene anche il bicameralismo a condizione che privilegiata la struttura federalista dello Stato, il Senato diventi l’Assemblea delle Regioni e delle Autonomie Locali. Ciò comporta numerosi trasferimenti di potere dallo Stato alle Regioni introducendo il principio del federalismo fiscale, attribuendo ai Comuni e alle Regioni la capacità impositiva ma soprattutto la responsabilità dell’accertamento. continua a leggere

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