Jovanotti: “Crescita, così cambiamo l’Italia”

fonte: LA STAMPA
Intervista al cantautore tra sogni, ricordi e progetti: basta conservare, è ora di reinventarsi
di MASSIMO GRAMELLINI
L’uomo che ha riempito gli stadi della nostra estate se ne sta qui, arrampicato in tutta la sua magrezza su uno sgabello dello studio di registrazione della casa di Cortona, dove vive in simbiosi con una moglie dolcemente autorevole, una figlia adolescente che disegna benissimo, tre cagnolini che si contendono la stessa palla e quattro gatti spalmati sopra le mensole come dei Buddha. Sta guardando al computer le facce del pubblico dei suoi concerti: «Sono facce senza rancore. Allegramente disorientate. Ma chi ci parla, con loro? Con queste facce dovrebbero farci la carta da parati di Palazzo Chigi».
Chi è il tuo pubblico, Lorenzo?
«Ho iniziato venticinque anni fa con i bambini. Uscivano da Cristina D’Avena e incontravano me. Ma alla fine il tuo pubblico sei sempre tu».
E tu che pubblico sei?
«Un pazzo. A me piacciono cose che non stanno insieme nella stessa compilation, Elton John e De André, il pop e Miles Davis. Ricordi quel film dove… continua a leggere

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