Il triste risveglio del Cairo “Due anni di rivolte per nulla”

fonte: LA STAMPA
Coprifuoco, controlli, nessun turista: la capitale è ferma, la piccola borghesia boccheggia
di GIOVANNI CERRUTI, INVIATO AL CAIRO
Abbaiano i cani, nelle notti del coprifuoco del Cairo. Al guinzaglio dei poliziotti fiutano le auto ferme lungo il Nilo.
Dal quartiere delle ambasciate su fino a Piazza Tahrir, i cani fiutando cercano esplosivo tra le piante, in mezzo ai rifiuti lasciati da taxisti senza clienti e senza lavoro. All’alba andranno a riposare all’ingresso degli alberghi, tanto son poche le auto in arrivo dall’aeroporto, non ci sono nemmeno i facchini, nemmeno i ragazzini che chiedono un dollaro, un euro, una moneta qualsiasi. Una città al rallentatore, ancora impaurita. 22 milioni di cairoti, come tutto l’Egitto, in Stato d’Emergenza.

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