Il suicidio di una persona per bene.

di Francesco de Notaris
Giovanni Antonetti, avvocato, giovane dirigente di Idv si è suicidato.
La notizia ha fatto il giro della penisola Sorrentina in pochissimo
tempo, alimentando incredulità e comprensibili interrogativi. Avevo
incontrato Giovanni mesi fa’ e poi avemmo due lunghe telefonate,
scambiandoci idee sulle tristi condizioni di quel territorio che è
parte del paesaggio italiano. Al giornalista che , in una intervista,
gli chiese ragione del suo impegno in politica, un giorno rispose: “la
ragione è semplice: ancorché non eletto in Consiglio Comunale, sin dal
giorno successivo alle scorse elezioni amministrative a Sorrento, nell’
aprile 2010, tanti miei concittadini mi hanno chiesto di non mollare,
spingendomi a continuare nel mio impegno civico. La ragione è l’amore
per la mia terra, martoriata dal cemento e sfruttata in ogni suo angolo
da imprenditori senza scrupoli e senza visioni strategiche. Gli
obbiettivi? Quello di coltivare la speranza di un futuro migliore per i
tanti sorrentini, purtroppo esclusi dalle decisioni importanti della
nostra città, un futuro di rispetto delle regole, dignità sul lavoro,
giustizia sociale, più equa distribuzione della ricchezza derivante
dall’economia turistica, tutela dell’ambiente, preservando la nostra
splendida penisola. Questi sono i miei obbiettivi!”
Il giovane avvocato, prossimo alle nozze, che si sarebbero celebrate entro un
mese, era una autentica spina nel fianco di tutti coloro che ,
profittando di incarichi e ruoli specifici, coltivavano interessi al
confine della liceità, se non proprio illeciti e comunque politicamente
condannabili.
I parlamentari Palagiano e Di Nardo (Idv) chiesero conto
ai ministri Clini ed Ornaghi in merito a lavori programmati in Penisola
ed approdò in Parlamento il caso del parcheggio interrato – come
recita una interrogazione parlamentare , riportata dal giornalista
Federico Geremicca in un articolo pubblicato sul Corriere del
Mezzogiorno del 13 Luglio 2012 – che l’impresa Costruzioni Generali d’
Esposito srl intende realizzare a Massalubrense, nel fondo Il Gesù, nei
pressi del convento Santa Teresa. È la zona dove nel 1600 il gesuita
Vincenzo Maggio fondò il Collegio, sui resti della dimora della regina
Giovanna II, introducendo la coltivazione intensiva del limone. E’ l’
area di cui scrive anche Gabriele D’Annunzio nel Notturno. Antonio
Palagiano e Nello Di Nardo, di Idv, chiedono ai ministri dell’Ambiente
e dei Beni Culturali, Clini ed Ornaghi, di verificare se la competente
Sovrintendenza abbia esperito tutte le verifiche del caso ed assicurato
l’osservanza dei principi di buona amministrazione e domandano “quali
iniziative si intendano promuovere al fine di assicurare il rispetto e
la preservazione degli agrumeti, valutando, per quanto di competenza,
l’adozione degli opportuni provvedimenti amministrativi di annullamento
in autotutela”.

Si mobilita anche l’opposizione in seno al consiglio
comunale di Massalubrense, con una interrogazione al sindaco Gargiulo
firmata dal consigliere Vincenzo Carratù. Giovanni Antonetti,
coordinatore dell’Idv in penisola sorrentina, che lo scorso 28 giugno
aveva fatto emergere il problema, inviando al Comune di Massa Lubrense
la richiesta formale di annullamento in autotutela dell’autorizzazione
paesaggistica, ribadisce:”Precise ragioni tecniche impongono di
annullare l’autorizzazione paesaggistica,ovviamente prima che le ruspe
entrino in azione”. Il caso, insomma, fa discutere, anche alla luce di
un particolare: l’architetto che ha redatto il progetto dei box per l’
impresa è Giuseppe Ruocco, assessore nella giunta capitanata dal
sindaco Leone Gargiulo. Parrebbe un palese conflitto d’interessi. L’
interessato è di opinione diversa:”Quando ho redatto il progetto non
ero ancora assessore”. Sulla moltiplicazione dei box interrati in
costiera, realizzati quasi sempre dalle stesse imprese e progettati da
pochi tecnici, sempre gli stessi, che a volte sono pure dirigenti degli
uffici urbanistici dei Comuni limitrofi, proseguono gli accertamenti
della Procura di Torre Annunziata”.

Ho riportato testimonianze
giornalistiche che danno il senso del quotidiano lavoro svolto da
questo giovane avvocato, appartenente ad una facoltosa famiglia di
imprenditori alberghieri e quindi ben conosciuto ed a conoscenza
dall’interno di quanto si muove nei progetti imprenditoriali di quelle
zone.
La penisola era , sul piano politico, il terreno di coltura del
‘doroteismo’, corrente della D.C.
Oggi i berlusconiani hanno ereditato
il peggio del modo di far politica in anni trascorsi e la popolazione è
rimasta legata a logiche di interessi personali e di gruppo e ai
criteri della appartenenza , in una visione tipica di un rozzo
provincialismo.
Il Celebrante , nell’omelia della Messa esequiale, ha
ricordato ‘la passione’ per la giustizia che animava Antonetti, la
visione provinciale trasversale” propria della classe dirigente,
mentre ancora durante il percorso compiuto dal corteo molti cittadini,
pur manifestando ammirazione per il coraggio del giovane, dichiaravano
quanto ‘il ragazzo si fosse esposto’, quanto ‘avesse dato fastidio’ e
se ‘ne valeva la pena’.
Nello stesso corteo erano presenti numerosi
amministratori contro i quali l’avvocato si scagliava con giuste
ragioni. assolutamente impermeabili ad ogni costruttiva sollecitazione
e del tutto cinici, ostili nel capire la lezione di vita che proveniva
dalla bara che seguivano.
Lascio alla vostra considerazione ogni
riflessione. Ci sarebbe da aprire un dialogo tra noi perchè è indubbio
che essere correttamente in politica nel sud è difficile. Ed è
difficile essere e comportarsi da cittadini, e poi essere classe
digente. Spero che il Partito Idv, se esiste, e sollecitato dallo
stesso Di Pietro, presente a Sorrento per il funerale, debba
approfondire il valore della presenza di Antonetti, che soffriva anche
l’accusa di essere accomunato a personaggi più che criticabili del
suo Partito , con qualche stelletta in più sulle spalle.

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