Il parricidio di Prodi è anche il suicidio del Pd?

aldo civicoFonte: L’HUFFINGTON POST

di Aldo Civico
Venerdì scorso, 17 maggio, ero di passaggio a Bologna, e sono andato a prendere un caffè a casa di Romano Prodi. Con l’occasione, gli ho chiesto se c’era del vero dietro alle chiacchiere sempre più insistenti circa la sua intenzione di abbandonare il Pd.
“È solo un gossip o davvero stai pensando di lasciare il PD?”, ho chiesto a Prodi. “È un gossip fondato”, mi ha risposto senza esitazione. Insomma, in questi giorni l’ha borbottato ripetutamente ai suoi collaboratori più stretti. Ha preso atto ed ha allargato le braccia di fronte a quei 101 e più del centro-sinistra che non l’hanno voluto al Quirinale: un fatto politico inequivocabile. Mentre io prendo il caffè con Prodi, Sandro Gozi, che dell’ex premier fu la mano destra in Commissione Europea, consolida quel gossip in ripetuti cinguettii su Twitter, suggerendo che a lasciare non dovrebbe essere Prodi, bensì quei 101 traditori.
Quando mi accorgo che l’ex premier sta seriamente rimuginando l’idea di lasciare il Pd, senza drammi e porte sbattute in faccia, ma piuttosto ritirandosi in dissolvenza, allora mi rendo conto, che seduto lì sul divano, conversando informalmente col fondatore dell’Ulivo, sono un involontario testimone della possibile fine dell’esperimento politico più audace e lungimirante che l’Italia ha saputo esprimere nella cosiddetta Seconda Repubblica. L’eventuale, e penso probabile, ritiro dal Pd non è l’eclissi di Romano Prodi, ma piuttosto quello di una visione politica… continua a leggere

Share
Questa voce è stata pubblicata in centrosinistra, Democratici USA, Elezioni 2013, Leoluca Orlando, Partito Democratico, PD e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *