Il Mediterraneo non è più il centro del mondo

fonte: presseurop
Le esitazioni sull’intervento contro Assad dimostrano che la regione non è più strategicamente fondamentale. Il disimpegno degli Stati Uniti lascia un vuoto che l’Europa non riesce a colmare.
di Robert Jules
Il voltafaccia del presidente americano Barack Obama sulla decisione di intervenire con le armi in Siria mette in evidenza le esitazioni degli Stati Uniti a farsi coinvolgere in modo stabile nel Mediterraneo. Il Congresso americano potrà anche dare il via libera, ma nel frattempo il rifiuto del parlamento britannico a partecipare a questa operazione ha lasciato soli gli Stati Uniti. Inoltre la reticenza della Germania, dell’Italia e della Polonia hanno finito per isolare sullo scacchiere europeo anche la Francia.
Oggi è un altro mare – quello della Cina – che determina la dinamica mondiale
Ma se nessuno vuole morire per la Siria, il motivo è anche l’evoluzione del bacino del Mediterraneo. Per secoli epicentro culturale, commerciale e politico del mondo, questo mare appare oggi come una regione divisa in una “globalizzazione” che detta la nuova marcia del mondo. Oggi è un altro mare – quello della Cina – che determina la dinamica mondiale.
Molti esempi illustrano questa perdita di influenza. A cominciare dall’evoluzione delle “primavere arabe” che avevano suscitato tante speranze. In Egitto un colpo di stato militare sostenuto dalla maggioranza della popolazione ha rovesciato un presidente proveniente dai Fratelli musulmani che cercava di concentrare tutti i poteri per favorire il suo partito. Ma il futuro rimane incerto in un contesto di grave crisi economica. In Siria la guerra civile diventa sempre più una tragedia e minaccia l’intera regione compreso il vicino e fragile Libano. Le possibilità di una soluzione del conflitto israelo-palestinese rimangono più una speranza che una realtà. Nel Maghreb la situazione è caratterizzata politicamente da uno status quo dannoso per lo sviluppo economico. Anche la Turchia, fino a poco tempo fa presentata come un esempio di stabilità, conosce manifestazioni talvolta violente.
A nord la situazione non è molto migliore. Colpita dalla crisi del debito, l’Europa mediterranea, che pensava di svilupparsi grazie all’Unione europea, vede il suo destino definito da una troika internazionale le cui strategie non sembrano… continua a leggere

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