Il futuro: Barca e Renzi

fonte: L’Espresso

di Denise Pardo
Crollato l’establishment di Bersani, sono questi i due uomini attorno ai quali si costruirà il nuovo Pd. Agli antipodi tra loro per carattere e cultura. Si vedrà se decideranno di convivere o di sfidarsi

Tanto era scritto che alla fine sarebbero stati loro due, speculari, agli antipodi, rivoluzionari, ciascuno a modo suo. Non sono (ancora) né rivali, né alleati e forse non lo saranno, ma dalla catastrofe democratica, dalle lotte fratricide all’interno della casa comune e dall’incapacità di tradurre i sondaggi in governo, Fabrizio Barca e Matteo Renzi sono riusciti a scappare, a uscire fuori dagli schemi e dagli schermi dell’ortodossia del partito. E anche se molti ex compagni o neo-compagni arricciano il naso e storcono la bocca, tra fumi velenosi, macumbe politiche e spallate “amiche” che fanno tanto male (tutte all’indirizzo di Renzi) sono loro e nessun altro – almeno per il momento – a rappresentare le due anime forti, i filoni culturali, i possibili teoremi del futuro del Partito democratico. E forse, ancora di più, del futuro della sinistra italiana.
L’uno, 58 anni, ministro della Coesione territoriale – molto applaudito e lodato – del governo Monti, dichiaratamente «comunista» ha appena presentato il suo manifesto, “Un partito nuovo per un buon governo”, in cui indica tra le tante vie la vitale rivoluzione del rapporto tra cittadini e Stato e il taglio del cordone ombelicale della… continua a leggere

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