Fiat, gli operai dimenticati da Sergio Marchionne

fonte: L’Espresso
Scade a giugno la cassa integrazione per le 1100 tute blu dello stabilimento di Termini Imerese e dell’indotto. C’è un tesoro da 450 milioni per salvare quei posti di lavoro che nessuno riesce a sfruttare
di Pietro Messina
Ogni pagina del calendario che si strappa è un giorno di speranza in meno per gli oltre mille e cento lavoratori dello stabilimento Fiat di Termini Imerese e delle aziende collegate all’indotto. Dal 2011 sono in cassa integrazione. L’ultima deroga è arrivata a novembre dello scorso anno, con il rinnovo del sostegno al reddito che ha spostato le lancette della speranza sino alla fine del prossimo mese di giugno. Anzi ad aprile, perché la legge prevede che le eventuali lettere di licenziamento di massa partano 65 giorni prima della scadenza degli ammortizzatori. La promessa di Marchionne – il suo voler azzerare i cassaintegrati della Fiat e riportare la piena occupazione negli stabilimenti – non consola: anzi, suona come una beffa. Figli di un Dio minore, gli operai di Termini Imerese sanno di non far parte di quelli che saranno richiamati al lavoro.
Per salvare quello stabilimento e quei posti di lavoro c’è un tesoro di… continua a leggere

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