DUE O TRE COSE CHE SO DEL MONDO Di Ciriaco, Bettino, della staffetta e della politica come psicolinguistica

fonte: LINKIESTA
La prima volta che sentii parlare di “staffetta” avevo ventun anni e mi dilettavo a disegnare vignette satiriche che qualche bendisposto redattore di giornali locali aveva talora la bontà di pubblicare. Quella della staffetta non era male, perché era lieve, alla Folon: si vedeva Craxi con un braccio d’arcobaleno dal profilo demitiano. Come a tenerlo fermo incistito lì – l'”intellettuale della Magna Grecia” capace di fare assumere in Rai con delle “pedate atomiche” – ingabbiato da quel braccione socialista di goccioline multicolore sospese.
Ora, a distanza di ventisette anni, rieccoci con la staffetta, ma questa volta tra politici così piccini che non capisci se siano loro a scambiarsi il testimone o viceversa. Lo dico bonariamente, lo dico con affetto, intendiamoci, senza rimpianto alcuno per il borioso decisionismo dei due protagonisti passati, la loro arroganza da intoccabili, le loro vanaglorie da padroni del vapore.
Va detto che incompetenti lo erano anche quelli. Craxi poté beneficiare di una congiuntura economica incomparabilmente migliore, potremmo quasi dire irripetibile, e sprecò l’occasione. Una borsa quadruplicantesi in un quinquennio (1982-87) una crescita annua del PIL superiore al 2,5% e il botto delle esportazione del… continua a leggere

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