Domenico Quirico, il racconto sulla Stampa: “Trattato come una bestia per 152 giorni”

fonte: blitzquotidiano
TORINO – Domenico Quirico, giornalista e inviato rapito e poi liberato (“Trattato come una bestia per 152 giorni”) dai ribelli in Siria, ha raccontato la sua esperienza in un articolo pubblicato sulla Stampa il 10 settembre 2013. Blitz Quotidiano lo propone ai suoi lettori come Articolo del Giorno:
Quirico ha prima ricostruito il rapimento.
“Siamo entrati in Siria il 6 aprile con il consenso e sotto la protezione dell’Armata siriana libera, come tutte le volte precedenti. Ho cercato di raggiungere Damasco e di verificare di persona le notizie sulla battaglia decisiva di questa guerra civile, come faccio sempre. Ma ci hanno detto che avremmo dovuto aspettare alcuni giorni prima di poter raggiungere la capitale siriana e così abbiamo accettato la proposta di andare in una città che si chiama Al Qusayr, vicina al confine libanese, che in quei giorni era assediata da Hezbollah, fedele alleato del regime di Assad.
Siamo arrivati ad Al Qusayr con un convoglio di rifornimenti della stessa Armata siriana libera, un lungo viaggio nella notte a fari spenti passando sulle montagne perché il regime controllava la strada. Siamo stati bombardati da un Mig vicino a un Ticunin, un mulino dell’epoca bizantina. Eravamo sul fiume Oronte, in una zona in cui nella storia gli imperi si sono costruiti ma si sono anche sgretolati. Lì si è combattuta la battaglia fra Ramses II e gli Ittiti. Lì la storia è ovunque, nelle colline, nelle pietre. La città era già devastata e distrutta dai bombardamenti dell’aviazione e così la sera successiva abbiamo deciso di… continua a leggere

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