De #Retitudine23

Come deliberato a La #Retitudine23 abbiamo tolto il 2018 dal nostro simbolo e quindi da oggi siamo (o torniamo ad essere 🤔🤔🤔) semplicemente La RETE.

Inoltre nella delibera:
– è confermato il nostro voler essere solo lievito culturale e sintesi politica, svincolati da ogni logica partitica, da ogni partito e ribadito che nel nostro statuto non è contemplato il livello istituzionale. L’adesione a partiti o movimenti politici è comunque compatibile con l’adesione e la partecipazione a La RETE o La RETITITUDINE ed è scelta personale.
– è stato costituito un gruppo di lavoro (responsabile Maria Chiara Manetti Chiara) per la costituzione e l’organizzazione di una Scuola di Formazione Politica.
Buon lavoro, insieme …
Marcello Bigerna

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1 risposta a De #Retitudine23

  1. carlo scrive:

    Nel ringraziare Marcello per il suo report sulle decisioni prese nellla nostra ultima Retitudine, penso sia doveroso aggiungere che abbiamo anche accolto l’invito di Luca a lavorare per la costruzione di una “Sinistra dei Valori”. Sabato 17 e Domenica 18 marzo abbiamo discusso a lungo e non senza qualche momento di aspro, ma sano dissenso, ci siamo confrontati e abbiamo scoperto che la fontana del villaggio non si è affatto prosciugata e che abbiamo il dovere di impegnarci perché continui a sgorgare sempre più forte e sempre più cristallina. Il rivedervi dopo tanto tempo e la possibilità di riascoltare le sempre felici intuizioni dell’amico Angelo Tartaglia, oltre ad essere stato motivo di grande gioia hanno riconfermato che il mio contenitore politico, pur nel più assoluto rispetto delle nostre singole scelte, è e rimane il nostro Movimento, sul quale Davide Maria Turoldo ebbe a dire: “La RETE, se non ci fosse, bisognerebbe inventarla”. Buon lavoro politico a tutte/i voi e, soprattutto, al gruppo che dovrà occuparsi dell’organizzazione della nostra scuola di formazione politica. Nel ricordarvi l’appuntamento di fine settembre, ribadisco la mia opinione sulla necessità di incontrarci con una maggiore frequenza.
    Un abbraccio, Matteo Viviano

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