Dalla crescita delle quantità a quella della qualità. Dallo sviluppo del turismo al turismo dello sviluppo

marcellodi Marcello Bigerna
Questa mattina sul Corriere dell’Umbria ho letto l’articolo della prof.ssa Elena Stanghellini (UniPg) dal titolo “Quale Turismo per l’Italia” e ho inviato questo mio contributo: “Dalla crescita delle quantità a quella della qualità. Dallo sviluppo del turismo al turismo dello sviluppo”
Il territorio Italiano è ricco di valenze culturali, storiche e ambientali, ed è questo il punto di partenza con cui confrontarsi se si vogliono individuare strategie e linee di intervento in grado di rilanciare il settore turismo e la sua rilevanza economica e occupazionale in un momento particolarmente critico per i mercati nazionali e internazionali.
Per fare ciò ogni progetto deve presentare sempre le condizioni di integrazione fra prodotto e destinazione, dove i vari attori, pubblici e privati, agiscono avendo presenti gli elementi che differenziano le varie proposte: i prezzi, il valore della destinazione, la qualità dei servizi offerti, la molteplicità delle scelte, il sistema della mobilità, la qualità dell’ambiente.
In pratica si impone un modello qualitativo e di ampliamento dei servizi, che permetta al turista di trarre maggiore soddisfazione dal soggiorno e agli operatori dell’offerta di sviluppare nuovi mercati e un idea di sviluppo del territorio attraverso il turismo.
E’ necessario il contributo imprenditoriale di “rete” di tutti gli operatori del territorio, sia dell’economia turistica diretta sia di quella indiretta, così come appare indispensabile assicurare un’adeguata crescita professionale del comparto ricettivo, dell’accoglienza e della produzione dei servizi in generale, nell’obiettivo prioritario della creazione di un “sistema Italia di qualità”, in grado di garantire accessi facili della domanda turistica e di rendere visibile e commercializzabile nelle sue diverse articolazioni l’insieme dell’offerta del territorio.
Le linee direttrici per lo sviluppo turistico devono avere quattro capisaldi fondamentali:
a. Maggior attenzione al cliente/ospite
Il settore turistico tiene un’unica fonte di ingresso: il turista. I turisti generano spesa turistica, attività indirette e attività indotte e da tutto questo dipende il risultato finale del settore. L’orientamento al cliente deve essere sempre un elemento essenziale nelle definizione delle strategie. I turisti di oggi sono molto difficile da “catturare” e soprattutto da mantenere/fidelizzare.
b. Sviluppare nuovi prodotti turistici, rimodulando quelli esistenti e inserendo proposte innovative
L’obiettivo è quello di sviluppare nuovi prodotti turistici, basati sulle motivazioni al viaggio, che siano in grado di raggiungere nuovi segmenti di domanda turistica. Quindi da una parte creare più valore aggiunto per quel cliente fedele ai prodotti tradizionali e dall’altra parte disegnare nuove proposte in prodotti alternativi/integrati in linea con le nuove esigenze del mercato.
c. Adattare i processi di marketing e commercializzazione all’evoluzione avvenuta
I vecchi strumenti di marketing e vendita stanno perdendo molte quote di mercato a favore di nuovi canali o modelli fortemente dominati dalle nuove tecnologie della comunicazione, come nel caso di Internet e i web 2.0.
d. Definizione di un nuovo concetto di “qualità esperienzale” e sviluppo della cultura del dettaglio
Lo sforzo che dovremo realizzare nel marketing e nella commercializzazione perderà il suo effetto se il prodotto offerta non risponde alle aspettative che genera: è lo sviluppo della qualità basata sulle esperienze del turista e lo sviluppo della cultura del dettaglio unite alla efficienza dei servizi che potranno dare sviluppo alla soddisfazione del turista e quindi costruire nuovi vantaggi competitivi del nostro territorio.
La logica per l’attuazione delle misure conseguenti, resta comunque, sempre più, quella del coinvolgimento delle diverse parti, al fine di evitare la frammentazione degli interventi e la dispersione delle risorse. Circondario, Comuni, Associazioni di categoria, Sindacati, Camera di Commercio, Terzo Settore, Organizzazioni di Turismo e Aggregazione Sociale, possono ottenere maggiori risultati attraverso la creazione di una sinergia di lavoro. Un progetto comune di una collettività che impegna i singoli soggetti a rispettare l’ambiente concorre ad una migliore qualità globale, coinvolgendo i diversi temi dalla gestione dei rifiuti, all’utilizzo dell’energia, al traffico, al mantenimento del paesaggio, alla sostenibilità delle attività produttive (compresa quella turistica), alla valorizzazione/riscoperta dei prodotti tipici del settore agroalimetare. Significa ripercorrere la filiera della qualità, settore per settore.
Il turismo deve essere considerato uno dei motori principali di sviluppo della nostra Nazione. Per realizzare una buona politica di sostegno alle attività turistiche non si deve considerare il turismo un settore a se stante, ma la risultante di una’adeguata politica di governo dei territori, così come bisogna radicalmente cambiare il concetto di politica turistica come sola promozione in campo turistico. In quest’ottica è indispensabile affrontare le tematiche legate al turismo in forma multidisciplinare e quindi è necessario occuparsi non solo di attività ricettive e promozione ma anche di ambiente, di filiera agroalimentare, di infrastrutture, di trasporti, di eventi, delle attività culturali e della formazione professionale.

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