Chiarezza senza propaganda

fonte: La Stampa
di GIANNI RIOTTA
In una divertente scena del classico film «Casablanca», cercando scuse per chiudere il bar di Rick-Humphrey Bogart, il simpatico capitano francese Renault sbotta: «Sono scioccato: qui si gioca d’azzardo!», giusto mentre il croupier gli paga il pizzo. Lo stesso choc, ipocrita e imbarazzato, percorre le cancellerie occidentali che fingono pubblica sorpresa, «Scioccate!» nell’apprendere che da parte degli alleati americani ci sarebbero stati controlli su partner europei, ambasciata italiana a Washington inclusa, con il programma Dropmire impiantato sui cryptofax delle sedi diplomatiche Ue.

La pratica, resa pubblica dal giornale tedesco Der Spiegel e dal quotidiano inglese The Guardian su informazioni a seguito del caso Nsa, Prism e della talpa Edward Snowden oggi rifugiato nella Russia di Putin, non è né bella, né decorosa e dispiace alla pubblica opinione perbene. Spiarsi tra amici non è carino. Ma come sanno diplomatici, politici e professionisti degli affari internazionali, l’intelligence prova a controllare «tutto» il traffico di informazioni, nemico e amico. Gli inglesi tenevano d’occhio De Gaulle durante la II guerra mondiale. Italia e Germania, alleate, si marcavano in manovre la cui eco arriva nei «Diari» di Ciano. continua a leggere

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