Beppe, siamo al grottesco

novellidi Diego Novelli
Che idea abbia Beppe Grillo della democrazia è difficile capirlo.
Quando ebbi occasione di conoscerlo personalmente negli ormai lontani anno Settanta mi colpì oltre che la sua forte professionalità di uomo di teatro, la sua acuta intelligenza politica e morale che emergeva fuori dalle scene.
Era più che piacevole parlare, discutere con lui di ciò che allora stava accadendo, non soltanto per la sintonia di nostri giudizi, delle nostre critiche, ma per la passione civile che lo caratterizzava.
Mi ricordo del nostro ultimo incontro, con Dario Fo e Marco Paolini al Parco della Pellerina di Torino (dicembre 2005), a chiusura di una affollata manifestazione sulla famigerata Tav.
aveva riscosso un vivo successo il suo discorso “sulle mozzarelle che richiedevano un treno ad Alta Velocità per essere trasportate da Kiev a Lisbona”.
Il suo dire era stato ironico, sarcastico, al vetriolo, ma sempre sul filo di un ragionamento logico, semplice, ma convincente, che andava oltre alla battuta, all’inventiva.
Ma veniamo all’oggi. Tralascio ogni considerazione sul suo movimento, sul successo conseguito nell’ultima competizione elettorale, peraltro largamente previsto su queste pagine.
Ciò che letteralmente disarma del Grillo pensiero odierno sono le sceneggiate messe in campo da lui medesimo e da alcuni suoi “cittadini” eletti in Parlamento.
Sarebbe troppo lungo fare la lista di quelle che in gergo teatrale si chiamano gag. Ci fermiamo all’ultima del Beppe nazionale: l’elezione della Boldrini e di Grasso alla presidenza di Camera e Senato sarebbe avvenuta in modo antidemocratico (sic).
Ci vuole spiegare il “cittadino” Grillo quali procedure si sarebbero dovute seguire in base al codice (o non statuto) del suo Movimento per l’elezione suddetta?
Le due Assemblee, a scrutinio segreto, hanno votato liberamente, come può affermare che i due presidenti sono stati imposti da Bersani? I deputati e i senatori che si sono espressi a favore della Boldrini e di Grasso (tra questi quindici dei suoi allievi) pensa forse che siano tutti incapaci di intendere e di volere?
Suvvia Beppe, fermati: dopo il ridicolo c’è solo il grottesco.

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