Abolizione del permesso di soggiorno

La Rete 2018Presso l’Eremo dei Camaldoli in Napoli, dal 20 al 22 Giugno u. s. la Retitudine ha vissuto un momento di riflessione e proposta. I componenti del Movimento de ‘la Rete2018’, provenienti da numerose Regioni d’Italia, si sono incontrati ed hanno messo in comune le esperienze che hanno caratterizzato il quotidiano vissuto di ogni partecipante. Dagli interventi dei singoli portatori di esperienze è emersa una comune esigenza rispettosa degli ideali che hanno contraddistinto i retini da sempre e che coinvolgono altre donne ed uomini. Il contesto nazionale ed europeo, dal quale non si può prescindere, ha costituito un filo rosso che ha richiesto ipotesi interpretative nella linea di quelli che sono i valori che hanno sempre guidato ogni scelta de ‘la Rete per il Partito democratico’ fin dagli anni ‘90. Oggi in Italia il Pd esercita grande capacità di attrazione per le proposte del Segretario nazionale mentre i vecchi apparati di quel Partito, come degli altri, sono sempre più marginali nella considerazione dei cittadini e si presentano incapaci di costruire, nel territorio nazionale, quel ‘campo largo ‘ del quale parla il sindaco di Palermo, anima ispiratrice di una politica rinnovata. Abbiamo, quindi, un Pd che ancora non è quell’area vasta che abbiamo sempre immaginato dovesse essere un autentico Partito democratico. Gli interventi, che si sono susseguiti hanno considerato problematiche specifiche legate alle Regioni e rappresentanti della Liguria, del Lazio, dell’Emilia, della Lombardia, dell’Umbria, della Basilicata, della Campania, della Sicilia, etc. , in modo particolare, hanno operato una lettura all’interno di un quadro economico e culturale preoccupante (le stesse condizioni della scuola e delle Università lo dimostrano), che nel Sud mostra ogni contraddizione e poi disoccupazione e precarietà esistenziale e divario crescente con l’altra Italia che vive altro disagio. La lamentazione non è nello spirito della Retitudine, che è una sorta di sentimento orientato al bene ed alla progettazione del futuro, di un futuro a misura di uomo e quindi a tutti è parso necessario dare spessore alla cittadinanza, alla realizzazione della Costituzione che ha bisogno di essere realizzata e poi ancora più conosciuta affrontando nodi che in modo più che evidente sono pietre di inciampo per lo sviluppo e per la crescita culturale e formativa sul piano autenticamente valoriale. E’ in discussione la vita stessa degli uomini che sono sulla terra e che non possono essere vincolati nei diritti da frontiere che di fatto rappresentano gabbie. Ogni donna ed ogni uomo aspira a vivere in condizioni migliori e guarda a luoghi nei quali crede che le condizioni di vita siano più dignitose. La giusta aspirazione non può essere negata da altri uomini in nome di un autoreferenziale diritto, che è poi la legge del più forte e del più egoista. Il nostro Mare Mediterraneo è una tomba a cielo aperto e noi de la Rete2018 abbiamo pensato che pseudo valori o meglio disvalori vanno culturalmente combattuti e tutti vanno richiamati a considerare come gli stessi strumenti burocratici, frutto di leggi inique che permettono la morte di nostri simili e fratelli, vadano cancellati in nome dei diritti dell’uomo, la cui limitazione non è nella disponibilità di alcuno, di nessun Paese, di nessuno Stato. Nuove povertà e nuove schiavitù, la sofferenza delle famiglie, degli orfani, dei vedovi e delle vedove deve cessare insieme allo sfruttamento ed al contemporaneo illecito arricchimento. Bisogna modificare un sistema che produce mafia e corruzione mettendo in campo la forza gentile de la Rete2018, forza culturale. Si tratta di percorrere strade in salita per un complessivo rilancio. In conclusione i partecipanti all’incontro di tipo seminariale hanno convenuto di lavorare perché il permesso di soggiorno, anche fonte di corruzione, sia eliminato. A tale fine è stato proposto un Documento che avvia un processo culturale che, se bene orientato, coinvolgerà gli italiani consapevoli della ingiustizia che si sta perpetrando a danno di quelli che con terminologia impropria vengono chiamati extra-comunitari e clandestini.

Documento in formato pdf: Abolizione del permesso di soggiorno

Documento:

ABBATTIAMO I RECINTI … ABOLIAMO IL PERMESSO DI SOGGIORNO Abbiamo spesso ripetuto che la Retitudine è un modo di essere, un modo di vivere…è il luogo di quelli che continuano a sognare anche se qualche sogno, negli anni, è andato in frantumi. Abbiamo più volte detto che la speranza sta nell’esserci, sta nella forza di saper cambiare strada senza cambiare percorso e che la speranza per noi sta nell’assumerci sempre le nostre responsabilità. La speranza per noi sta nel continuare ad interrogarci, a guardarci dentro e a guardarci intorno, nel nostro andare ad abbattere un altro recinto. E il recinto che ora abbiamo deciso di abbattere è il recinto dell’egoismo. Perché il cammino della speranza non ammette individualismi: la speranza è di tutti o non è speranza. Ma chi di noi può legittimamente pensare di “poter sperare”, finché il nostro mare continuerà ad inghiottire uomini, donne e bambini? Uno sterminio continuo di vite umane di fronte al quale la comunità internazionale assiste senza muovere un dito! Chi di noi può “sentirsi in pace” finché migliaia e migliaia di esseri umani resteranno internati nei CIE come nei tanti lager del nuovo millennio? La memoria di quello che è stato può e deve aiutarci a comprendere che il “reato di clandestinità” come la paura del diverso sono al tempo stesso la nuova schiavitù e la nuova pena di morte, pretendendo di imporre (schiavismo) chi è libero di girare per il mondo e chi invece non può farlo e provocando (pena di morte) la strage di chi spera soltanto di poter vivere meglio o spesso e soltanto vivere, sopravvivere. Per questo motivo nel corso dell’ultima riunione de La Rete (Retitudine) – che si è svolta a Napoli, nel meraviglioso Eremo di Camaldoli – abbiamo deciso che ci impegneremo con forza affinché venga abolito il permesso di soggiorno. Basta coi mercanti di esseri umani. Basta con gli scafisti e con chi è loro complice. Mercanti e scafisti esecutori criminali di una legislazione disumana e criminogena, di un soffocante egoismo europeo. Ci impegniamo per il diritto alla mobilità e non vogliamo Centri di detenzione e Centri detti di accoglienza che favoriscono arricchimenti sulla pelle dei migranti e che sono originati dalla logica dell’emergenza che ha già prodotto danni in molti ambiti della nostra vita quotidiana. Non è umano proseguire in una politica che accresce l’ingiustizia, non è lungimirante, costringe a compromessi e tratta l’uomo che cerca di costruire un futuro dignitoso in un soggetto da reprimere come autore di un reato. Il semestre di Presidenza italiana potrà/dovrà vedere il rispetto delle vite e dei diritti dei migranti come parte qualificante e prioritaria della Agenda dell’Unione Europea, di una Unione Europea , che sia e abbia visione del rispetto dei diritti umani di tutti e di ciascuno, finalmente libera da egoismi finanziari e dalla idolatria del denaro. La Rete (Retitudine) si rivolge a singoli e a donne ed uomini comunque associati , alle Associazioni e ai Movimenti, ai Parlamentari di ogni ispirazione, alle persone di buona volontà perché possano esprimere la volontà di superare questo sistema discriminatorio, modificando definitivamente una legge scellerata.

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