cand quirdi Grilli e Pinocchi
Hanno votato e si sono espressi. Un corpo elettorale di 48mila elettori. In pratica un decimo degli abitanti di un piccolo quartiere di Roma. Quelli gli aventi diritto. Quanti hanno votato non si sa. Meno però degli elettori che hanno votato per scegliere il candidato del centrosinistra sindaco di Roma (erano 100.000). Dunque, più o meno 40mila persone sceglieranno il candidato presidente della Repubblica di un partito che ha ottenuto 8milioni e mezzo di voti e che ha 150 parlamentari tra deputati e senatori. In pratica quando i senatori erano del Regno e si votava per censo si era più democratici perché si esprimevano più persone. Insomma, sarà una “casta” di fortunati di 40mila persone ad indicare a 150 parlamentari eletti da oltre otto milioni di persone come votare per la massima carica dello stato. Democrazia non liquida, direi, ma liquefatta. Poi veniamo ai nomi. Da cronista. I cinque stelle non vogliono avere alcun rapporto col Pd ma la stragrande maggioranza dei 10 hanno quella provenienza e, in ogni caso, gli altri appartengono idealmente allo schieramento di centro sinistra. Insomma. Di stranezze davvero tante eh! C’è Caselli che fa incazzare i No Tav perché ne ha arrestati qualcuno. C’è Romano Prodi che da alcuni viene visto come il fumo negli occhi. C’è Emma Bonino che è stata accusata da parte di loro di essere al soldo della bilderberg. C’è Dario Fo che ha già declinato l’invito. C’è Beppe Grillo che ha già detto di no. C’è Milena Gabanelli che non so se se la sentirebbe. Gino Strada, che pensa – per fortuna dell’umanità – a fare altro, ma che sarebbe un grande e giovane Presidente. Poi ci sono Gustavo Zagrebelsky, Ferdinando Imposimato e Stefano Rodotà. Ecco, su quest’ultimo sui 650 voti in Parlamento si potrebbero anche prendere!

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1 risposta a

  1. Gianni PERA scrive:

    Non sono contrario al sistema del Movimento 5 Stelle. E’ una modalità di partecipazione democratica degli iscritti, utile a fare gruppo, chiara a tutti, e al contempo una modalità di protezione da interferenze esterne dell’ultima ora. E’ noto che ci tengano a mandare avanti il movimento e non i singoli e finora stanno mantenendo alle promesse a chi li ha sostenuti. Chi dice che i 100.000 del PD a Roma siano migliori dei 48.000 in tutta Italia perde di vista un progetto complessivo che al suo primo punto quello di evitare di trovare parole convincenti a coloro che “altrimenti non capirebbero”. E questa affermazione trova riscontro nei loro 20 punti, assai ridicoli come programma di governo. Loro lo sanno e di Governo non ne vogliono sapere; poi i parlamentari voteranno. Ben vengano quindi questi dilettanti allo sbaraglio (come li chiama Berlusconi), dopo 20 anni di votazioni alla “chemenefotto” fatte dagli italiani.
    Il voto delle Quirinarie è pieno di contradizioni anche perché forse gli stessi che hanno votato Prodi un Governo che sia la pietra tombale di Berlusconi lo vorrebbero.
    Personalmente credo che M5S sarà ricordato come il partito o non partito che avrebbe potuto cambiare l’Italia con il pallino in mano e invece, coerentemente con i loro propositi, stanno raggiungendo un orgasmo autoindotto di cui si accorgeranno solo una parte dei loro iscritti

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