Retitudine28: il Mondo è cambiato (relazione introduttiva di Leoluca Orlando nel ricordo di Chiara)

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Ciao Sandro ci vediamo alla prossima Retitudine …

L'immagine può contenere: 12 persone, tra cui Marcello Bigerna, persone che sorridono, persone in piedi e spazio all'apertoQuando Sandro Chisté ti racconta del suo viaggio, ripercorrendo le tappe di quei 1870 chilometri, sembra fissare una cartina invisibile dell’Italia. Ricorda perfettamente i nomi dei paesini, delle frazioni, delle città, e ricorda perfino i nomi e i cognomi delle persone che ha incontrato lungo il suo cammino, sia di chi l’ha accolto che di chi gli ha chiuso la porta in faccia. “Quando cammini è tutta un’altra storia”, dice. È per questo che, a 62 anni, ha camminato dal 30 aprile al 30 giugno 2018 in solitaria partendo dal Brennero e arrivando fino a Palermo nel suo “Cammino per la pace”, immergendosi in ogni dialetto ascoltato lungo la via … Clicca qui per leggere la storia del Cammino di Sandro

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Un Green Deal europeo

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Ciao Chiara, ci vediamo alla prossima Retitudine …

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La Retitudine28

Carissimi, la Retitudine, nel ricordo di Chiara e insieme a Chiara, si è conclusa cercando di dare risposta alla domanda che Chiara come sempre ci ha fatto: “… dopo che ci siamo abbeverati alla fontana del villaggio che facciamo? …” Dopo la giornata di sabato, Luca ci ha posto di fronte a tre “assiomi (usando la matematitudine di Bruno)”:

  • Il mondo è cambiato anche se non ce ne fossimo accorti
  • Il cambiamento ci porta a “pensare globale e agire locale” essendo il livello nazionale ormai uno spazio chiuso e superato come ci insegnano “google e il migrante”
  • Il fenomeno delle Sardine (che sono la terapia e non la medicina) ci ricorda:
  • che al centro del pensiero globale e dell’azione locale ci deve essere sempre la persona umana
  • che i like per noi devono essere abbracci e sorrisi reali, come quelli di Chiara
  • che la soluzione dei problemi è complessa e non si risolve con un post su twitter/facebook/instagram o con uno slogan
  • che, ancora una volta e oggi ancora di più, la nostra funzione statutaria e la nostra “visione” di lievito culturale e sintesi politica è la strada giusta da perseguire con una funzione da “nonni delle sardine” come ha ben detto Luigi.

… e allora che fare?

Con il 2020 è iniziato il nuovo decennio e come nel 2009 indicammo il 2018 come orizzonte ora indichiamo il 2030. Considerato, però, che il ruolo dell’ONU, della NATO e di tutte le strutture sovranazionali si è concluso, visto il superamento del livello nazionale, abbiamo deciso di prendere a riferimento l’ultimo atto dell’ONU, l’Agenda 2030, per lanciare la proposta della costituzione dell’OCU (Organizzazione delle Comunità Unite) ed essere lievito culturale e sintesi politica perché l’UE (che ha adottato l’Agenda 2030 dell’Onu come strategia del decennio) diventi l’Unione delle Comunità Europee.

Questi sono i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 a cui sottostanno almeno altrettanti diritti

Risultati immagini per AGENDA 2030

… il compito che ci siamo dati è quello di individuare per ogni obiettivo almeno una “storia di buona pratica di Comunità” che possa essere da esempio e che possa essere “comunicata” come “visione possibile”.

Ci ritroveremo a Palermo il 20 21 (29esimo compleanno de La Rete) 22 marzo per verificare tutte le “storie di buone pratiche” individuate e capire come “comunicarle” per “comunicare”, anche attraverso loro, la nostra visione.

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I nonni delle Sardine

La RETE … persone provenienti da esperienze politiche diverse con un progetto politico comune condiviso e non imposto … insomma i nonni delle sardine !!!

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Le Città nel Giardino Planetario

SciencesPo
École urbaine
30.VIII.2018
PARIS

Le Città nel Giardino Planetario

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“Le Città nel Giardino Planetario” è non soltanto il titolo di questo mio testo; esprime anche una sfida presente ineludibile e un progetto di futuro.

“Giardino Planetario” è il titolo di una pubblicazione del botanico francese Gilles Clement; è il logo di Manifesta 12 Palermo. Un dipinto di Francesco Lojacono del 1875 fornisce una propria immagine alla città di Palermo e alla Biennale migrante di Arte Manifesta 12.

Francesco Lojacono ci consegna l’immagine della campagna palermitana e tutti gli alberi ivi raffigurati non sono autoctoni; a Palermo sono giunti da altri paesi e continenti.

A Palermo, in Sicilia, non abbiamo piante autoctone!

Le nostre piante, i nostri alberi sono “migranti” che risiedono a Palermo. La nostra biodiversità non è genetica, non è per nascita.

Siamo biodiversi per scelta, per cultura, per accoglienza.

In questo scenario, le città, non soltanto Palermo, tutte le città del mondo, devono affrontare la sfida e incrociano il loro progetto di futuro sotto i nomi di Google e di Ahmed.

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La #Retitudine27

Come deliberato a La #Retitudine27 abbiamo tolto il 2018 dal nostro simbolo e quindi da oggi siamo (o torniamo ad essere ) semplicemente La RETE.

Inoltre nella delibera:
– è confermato il nostro voler essere solo lievito culturale e sintesi politica, svincolati da ogni logica partitica, da ogni partito e ribadito che nel nostro statuto non è contemplato il livello istituzionale. L’adesione a partiti o movimenti politici è comunque compatibile con l’adesione e la partecipazione a La RETE o La RETITITUDINE ed è scelta personale.
– è stato costituito un gruppo di lavoro (responsabile Maria Chiara Manetti Chiara) per la costituzione e l’organizzazione di una Scuola di Formazione Politica.
Buon lavoro, insieme … Marcello Bigerna

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MOBILITA’ UMANA INTERNAZIONALE – CARTA  DI  PALERMO 2015

MOBILITA’ UMANA INTERNAZIONALE – CARTA DI PALERMO 2015

Dalla migrazione come sofferenza alla mobilità come diritto umano inalienabile

Il diritto alla mobilità come diritto della persona umana. Verso la cittadinanza di residenza. Per l’abolizione del permesso di soggiorno.

I problemi legati alle ormai quotidiane migrazioni devono e possono trovare soluzione solo se si inseriscono nella cornice della mobilità come diritto. Bisogna cambiare approccio: dalla migrazione, appunto, come sofferenza alla mobilità come diritto. Nessun essere umano ha scelto, o sceglie, il luogo dove nascere; tutti devono vedersi riconosciuti il diritto di scegliere il luogo dove vivere, vivere meglio e non morire.

Il processo migratorio è spesso un’emergenza, una drammatica emergenza. Ma è soltanto la punta dell’iceberg dell’inevitabile ordinario spostamento di milioni di esseri umani; tale fenomeno è connesso alla globalizzazione, alle crisi economiche e politiche di lungo periodo.

Uscire dall’emergenza, dalle tante emergenze, è necessario. Io sono persona. Continua a leggere

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E se la sfida del futuro fosse la cittadinanza planetaria?

Il mondo ci sfugge, cambia in modi e tempi fino a poco fa impensabili. Le conoscenze specialistiche hanno frammentato i saperi e sono diventate un ostacolo alla comprensione dei problemi globali, politici, economici, sociali, spirituali. E’ questo tumulto che raccoglie e analizza Mauro Ceruti ne “Il tempo della complessità”. La sfida per il futuro dell’umanità è elaborare la coscienza di un comune destino di oltre sette miliardi di persone. Ceruti parla di “associazione mentale” e “cittadinanza planetaria con diritti terrestri”. Un’utopia? “O ci salviamo tutti o non si salva nessuno” (La Repubblica.it)

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