Le Città nel Giardino Planetario

SciencesPo
École urbaine
30.VIII.2018
PARIS

Le Città nel Giardino Planetario

“Le Città nel Giardino Planetario” è non soltanto il titolo di questo mio testo; esprime anche una sfida presente ineludibile e un progetto di futuro.

“Giardino Planetario” è il titolo di una pubblicazione del botanico francese Gilles Clement; è il logo di Manifesta 12 Palermo. Un dipinto di Francesco Lojacono del 1875 fornisce una propria immagine alla città di Palermo e alla Biennale migrante di Arte Manifesta 12.

Francesco Lojacono ci consegna l’immagine della campagna palermitana e tutti gli alberi ivi raffigurati non sono autoctoni; a Palermo sono giunti da altri paesi e continenti.

A Palermo, in Sicilia, non abbiamo piante autoctone!

Le nostre piante, i nostri alberi sono “migranti” che risiedono a Palermo. La nostra biodiversità non è genetica, non è per nascita.

Siamo biodiversi per scelta, per cultura, per accoglienza.

In questo scenario, le città, non soltanto Palermo, tutte le città del mondo, devono affrontare la sfida e incrociano il loro progetto di futuro sotto i nomi di Google e di Ahmed.

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Più libertà e diritti per tutti

Il testo del manifesto antirazzista: “Più libertà e diritti per tutti”

Ecco il documento sottoscritto da decine di realtà siciliane impegnate sul fronte dell’accoglienza. Si può aderire inviando un’e-mail con l’oggetto “Manifesto antirazzista” all’indirizzo palermo@repubblica.it

Il razzismo non è un’invenzione. In questi mesi siamo stati testimoni di una progressione del razzismo in Italia, di uno sdoganamento della violenza verbale e fisica che coinvolge e vede protagonisti non solo chi ha idee e pratiche di una certa destra, fascista e populista, ma anche chi, vittima di paure e insicurezze, ha individuato negli immigrati il nemico da perseguire, offendere, violare. Quarantacinque casi di violenza, soltanto negli ultimi due mesi, hanno colpito in tutta Italia persone di origine straniera, ma è solo la punta dell’iceberg, tantissimi casi temiamo non siano stati denunciati per timore o per sfiducia.

Con questo manifesto vogliamo assumerci le nostre responsabilità e…
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Palermo chiama Italia

Roberto Fico, Presidente della Camera dei deputati e Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo

Roberto Fico,
Presidente della Camera dei deputati e Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo

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PD-M5S: prima i programmi e poi le persone

È ormai evidente che quello che una volta era il centro-destra italiano di ispirazione certamente conservatrice ma in qualche modo legata alla tradizione popolare europea, è oggi una destra in assoluta sintonia politica e culturale con i movimenti dell’estremismo xenofobo e nazionalista di altri paesi europei. È ormai evidente che all’interno di questa destra è del tutto marginale il ruolo politico e culturale di chi si richiama ai valori popolari.

Di fronte a questo quadro politico preoccupante, il PD ha paradossalmente una opportunità: quella di tornare al buon vecchio “prima i programmi e poi le persone”. Ha questa possibilità, accettando un confronto aperto con il Movimento 5 Stelle, che ha la legittimazione popolare per voler governare ma che deve dimostrare di volerlo fare in modo costruttivo.

Le nuove potenzialità di crescita e le persistenti criticità del nostro Paese impongono a tutti di porre al centro della politica il confronto sui contenuti e sulla soluzione dei problemi, in base ad una visione rispettosa dei diritti di tutti e di ciascuno e senza semplificazioni e slogan da eterno presente.

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E se la sfida del futuro fosse la cittadinanza planetaria?

Il mondo ci sfugge, cambia in modi e tempi fino a poco fa impensabili. Le conoscenze specialistiche hanno frammentato i saperi e sono diventate un ostacolo alla comprensione dei problemi globali, politici, economici, sociali, spirituali. E’ questo tumulto che raccoglie e analizza Mauro Ceruti ne “Il tempo della complessità”. La sfida per il futuro dell’umanità è elaborare la coscienza di un comune destino di oltre sette miliardi di persone. Ceruti parla di “associazione mentale” e “cittadinanza planetaria con diritti terrestri”. Un’utopia? “O ci salviamo tutti o non si salva nessuno” (La Repubblica.it)

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LA SINISTRA HA BISOGNO DELLA SINISTRA LIBERALE

un intervento di Niccolò Rinaldi su “Non mollare – quindicinale post azionista della Fondazione Critica Liberale” del 19 marzo 2018

Il 4 marzo la sinistra italiana si è finalmente guardata allo specchio e si è vista per quel che è: più piccola – con un consenso ai minimi; vecchia – con un elettorato in buona parte non giovane; sfigurata – irriconoscibile nei principi praticati e non più credibile.
Un ritratto già noto, ma la sinistra italiana per molto tempo ha fatto finta di niente, dividendosi tra due complessi d’inferiorità.
Il primo è verso il centrodestra, che in Italia esercita il potere con particolare spregiudicatezza. Si è cercato allora di rimediare adottandone lo stile e le frequentazioni, dai salotti buoni agli aerei presidenziali, le politiche, dalle minori tutele alle mance elettorali, e la comunicazione, all’insegna della vanità e delle mirabolanti promesse.
Il secondo complesso d’inferiorità è nei confronti del mondo che cambia e scuote le antiche certezze, un mondo globale, interdipendente, che ha bisogno di innovazione anche nella politica, nel quale si deve saper governare la complessità, le disuguaglianze crescenti e le relative paure. Anziché interloquire con questo mondo, si è preferito arroccarsi nelle politiche del no a priori, nella demonizzazione degli scambi internazionali o nella celebrazione di una società multiculturale bella per definizione.
In un caso si è scimmiottato l’originale, nell’altro ci si è trincerati dietro a formule ormai superate. Comunque sia, tra chi ambiva a una sinistra amica dei poteri forti e chi si chiudeva negli antichi recinti, è scoppiata inevitabilmente una resa dei conti fatta pagare all’intero paese. Che ha reagito a modo suo: lasciando questa sinistra in macerie.
Libera da questi complessi d’inferiorità, è rimasta salda nei suoi valori una componente minoritaria della sinistra italiana, spesso fraintesa o snobbata: la sinistra liberale, la sinistra democratica, i socialisti liberali.
Un mondo non marginale e variegato, che ha marcato interi periodi dell’Italia, che è quanto hanno precisamente fatto il pensiero e l’azione mazziniana, la Rivoluzione Liberale di Gobetti, Giustizia e Libertà che fu l’architrave dell’antifascismo sia nel pensiero che nella lotta partigiana, il Partito d’Azione, e poi La Malfa e il mondo di Pannunzio, e molto altro. Non poco, a ben vedere.
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Nel ringraziare Marcello per il suo report sulle decisioni prese nellla nostra ultima Retitudine, penso sia doveroso aggiungere che abbiamo anche accolto l’invito di Luca a lavorare per la costruzione di una “Sinistra dei Valori”. Sabato 17 e Domenica 18 marzo abbiamo discusso a lungo e non senza qualche momento di aspro, ma sano dissenso, ci siamo confrontati e abbiamo scoperto che la fontana del villaggio non si è affatto prosciugata e che abbiamo il dovere di impegnarci perché continui a sgorgare sempre più forte e sempre più cristallina. Il rivedervi dopo tanto tempo e la possibilità di riascoltare le sempre felici intuizioni dell’amico Angelo Tartaglia, oltre ad essere stato motivo di grande gioia hanno riconfermato che il mio contenitore politico, pur nel più assoluto rispetto delle nostre singole scelte, è e rimane il nostro Movimento, sul quale Davide Maria Turoldo ebbe a dire: “La RETE, se non ci fosse, bisognerebbe inventarla”.

Buon lavoro politico a tutte/i voi e, soprattutto, al gruppo che dovrà occuparsi dell’organizzazione della nostra scuola di formazione politica. Nel ricordarvi l’appuntamento di fine settembre, ribadisco la mia opinione sulla necessità di incontrarci con una maggiore frequenza.

Un abbraccio, Matteo Viviano

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De #Retitudine23

Come deliberato a La #Retitudine23 abbiamo tolto il 2018 dal nostro simbolo e quindi da oggi siamo (o torniamo ad essere 🤔🤔🤔) semplicemente La RETE.

Inoltre nella delibera:
– è confermato il nostro voler essere solo lievito culturale e sintesi politica, svincolati da ogni logica partitica, da ogni partito e ribadito che nel nostro statuto non è contemplato il livello istituzionale. L’adesione a partiti o movimenti politici è comunque compatibile con l’adesione e la partecipazione a La RETE o La RETITITUDINE ed è scelta personale.
– è stato costituito un gruppo di lavoro (responsabile Maria Chiara Manetti Chiara) per la costituzione e l’organizzazione di una Scuola di Formazione Politica.
Buon lavoro, insieme …
Marcello Bigerna

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Roma 1 luglio 2017 Insieme- intervento di LEOLUCA ORLANDO

#1nsieme #nessunoescluso L'esperienza di civismo politico a #Palermo dimostra che è possibile sconfiggere gli apparati autoreferenziali e il movimentismo inaffidabile. Il video del mio intervento a Roma.

Pubblicato da Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo su Sabato 1 luglio 2017

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Civismo politico: il significato e la prospettiva di una esperienza.

di Leoluca Orlando

La dignità e la fatica dell’amministrare a servizio delle comunità locali non possono e non devono più essere mortificate ulteriormente da atteggiamenti e pratiche “annacatorie”, che hanno fatto parlare in Sicilia di uno “stato di calamità istituzionale”.

E’ dai territori, a partire anche da Palermo, che occorre prendere le mosse con quello che viene definito “civismo politico”, del tutto alternativo a movimenti tanto ribelli quanto inconcludenti e incapaci di amministrare e del tutto alternativo a logiche di apparato che simulano protagonismo con litigi continui ed inconcludenti.

Chi da oltre due anni considera conclusa la esperienza del Governo Crocetta ha il diritto e il dovere di immaginare un futuro diverso e migliore per i siciliani e per la Sicilia, a partire non da alchimie politichesi ma a partire dai problemi reali, come ogni giorno sono chiamati nei territori a fare amministratori locali e Sindaci.

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